Cosa fare per non essere complici? Dobbiamo avere il coraggio di scegliere soltanto consumi compatibili con la dignità delle persone: perché più basso è il prezzo che paghiamo noi, più alto rischia d’essere quello pagato dai lavoratori. Dobbiamo avere la forza di denunciare le complicità agli alti livelli: dagli imprenditori “presentabili” che rifiutano di vigilare sulle assunzioni in subappalto, agli amministratori “ciechi” che non vogliono rovinare la reputazione dei loro territori, fino ai manager della grande distribuzione che strozzano le produzioni agricole sostenibili
Caro direttore, purtroppo, molto spesso, vigliaccamente, si verificano azioni di sciacallaggio a danno soprattutto di anziani. Loschi personaggi senza scrupoli, falsamente “mascherati” da operatori sanitari, da funzionari pubblici, da amici di figli o nipoti, telefonicamente o intrufolandosi nelle abitazioni per effettuare ingannevoli controlli ambientali, rubano soldi e oggetti preziosi. Sono a tutti gli effetti incresciosi atti di violenza non solo psicologica, in alcuni casi anche fisica.
“La malavita diventa un soggetto centrale nei business di scala sia micro sia macro, come l’influenzamento delle quotazioni borsistiche delle società, il riciclaggio con i passaggi continui di proprietà di vari club a soggetti extranazionali o addirittura di altri continenti”, avverte il sociologo
«La felicità è davvero l’opposto della sofferenza?». È la riflessione fondamentale secondo Parolin, per riconoscere una base comune tra tutti gli individui. La disabilità non è debolezza All’interno del 52° congresso della Simfer, a Padova, il cardinale Pietro Parolin ha tenuto una lectio magistralis sulle sfide etiche della moderna medicina tra tecnologia e solidarietà
La “guerra mondiale a pezzi” nasconde una verità: il mondo non è mai stato in equilibrio sia in termini di pace, ma anche di sfruttamento di risorse, generando disparità le cui conseguenze sono oggi evidenti