Casetta Borgomagno, nei pressi della stazione di Padova, ore 20 di un qualsiasi lunedì invernale. Il freddo è pungente, tanto che Paola Cardamone – giovane operatrice Co.ge.s del servizio Unità di Strada – arriva in auto anche se di solito si muove in bici
Suicidio assistito Dopo il “no” del Consiglio regionale veneto rimane l’incertezza. Occorre dare impulso alle cure palliative. La sentenza della Corte Costituzionale del 2019 ha di fatto «aperto una porta» ma non ha decretato il diritto all’assistenza nel togliersi la vita. Le cure palliative oggi raggiungono in Veneto solo il 30 per cento di chi ne ha diritto. La legge nazionale impone di arrivare al 90 per cento entro il 2025
Caro direttore, credo che la parola più generale e diffusa ai nostri tempi sia “violenza”, fisica e verbale, con le varie sfaccettature quali guerre devastanti, femminicidi e suicidi, baby gang, aggressioni negli impianti sportivi ai vari livelli, scontri politici e via discorrendo. Molti si rassegnano alla triste realtà che, per fortuna, ha anche risvolti positivi (penso ad esempio alle benemerite attività di volontariato), spesso ignorati (o quasi) dai mass media per motivi di audience.
Grazie alle nuove tecnologie, oggi il mondo è in guerra non solo dove centinaia di migliaia di persone vengono uccise, ma anche ovunque le immagini belliche invadono lo spazio, il tempo, la vita e la fantasia di tanti altri milioni di spettatori
La domanda da porsi è se oggi, nel contesto attuale, il Paese abbia bisogno di una riforma che enfatizza le differenze e non piuttosto di una forte spinta alla solidarietà e alla coesione
Nell’era di internet e dei social media, l’incunabolo di Meinrad – che potremmo definire come una forma ante litteram dei moderni fumetti – ha fatto parlare di sé su internet e Fb