È giunto il momento, ed è urgente, di togliere il giocattolo della guerra e le armi in mano a uomini che non riescono a controllare le regole di un gioco che si fa sempre più pericoloso per tutta l’umanità. La guerra è una pazzia ed un’avventura senza ritorno. Bisogna gridarlo a tutti ed indicarlo come un gioco non convenzionale e che va tolto dai tavoli dei potenti e dalla portata di un’umanità che, decadendo, non sa più controllarsi
Insomma, quell’“Ultima cena” nella cerimonia d’inaugurazione delle Olimpiadi in corso a Parigi non ci è proprio andata giù. A noi credenti? Ai battezzati magari non così praticanti? Agli italiani che magari non credono ma tengono alle tradizioni religiose e non del nostro Paese? Agli indifferenti? Verrebbe da dire: a molti tra gli appartenenti a tutte queste categorie. Ce lo dicono i minuti di tg e i litri d’inchiostro dedicati ai fatti in questa settimana.
Il Parlamento, mercoledì 24 luglio, ha approvato un decreto per ridurre le attese negli ospedali, ribadendo di fatto misure già previste e soprattutto senza proporre un finanziamento adeguato
Che significato oggi può aver la celebrazione dei vari centenari di Francesco di Assisi: la Regola e il Natale di Greccio (1223-2023), il dono delle Stimmate (1224-2024, il cantico delle creature (1225-2025), la morte di Francesco (1226-2026)? Quale contributo possono portare le scelte del Poverello di Assisi alla società di oggi anche lontana dalla fede?
Parlereste sotto l’ombrellone di cosa sia la guerra a vostro figlio o nipote? Sareste capaci di spiegargli i veri motivi che portano al conflitto? Dareste poi a lui i reali “numeri” sul costo degli armamenti? Le perplessità in questo abbonderebbero più delle certezze, perché la verità è che sono gli adulti stessi che provocano i conflitti.
Lo aveva ideato il domenicano francese Henry Didon e il barone Pierre de Coubertin lo accolse con favore ponendolo a riferimento ideale della grande avventura sportiva
In vista di novembre, l’incertezza rimarca le differenze in Europa: tra i temporeggiatori, che aspettano le consegne future , e gli arrembanti, inclini a giocare d’anticipo