“Il grande insegnamento che Paolo Borsellino ci ha lasciato è quello di aver coniugato una professione di magistrato che cercava una giustizia vera a una fede profonda, anche se non ostentata”. Lo dice mons. Michele Pennisi, arcivescovo emerito di Monreale e membro del gruppo di lavoro vaticano sulla “scomunica alle mafie”, nel 31° anniversario della strage di via D’Amelio, in cui perse la vita, ricordando “la sua frequentazione della parrocchia, la celebrazione eucaristica domenica, la confessione il giorno prima dell’assassinio”.
“La prima e più preziosa eredità che ci ha lasciato Paolo Borsellino è il coraggio e il dovere della verità. Coraggio di guardare le cose in faccia, di seguire la voce scomoda della coscienza, di non cadere nelle ‘perniciose illusioni’ di cui parlò all’epoca del Maxiprocesso a Cosa Nostra, facendo presente quanta strada ci fosse ancora da fare”.
Il Forum ha scritto al ministro Fitto chiedendo di essere coinvolto, come le altre parti sociali convocate ieri e oggi, all’interno della Cabina di Regia PNRR per discutere le recenti evoluzioni del Piano. Pallucchi: "Disattenzione verso il contributo del terzo settore"
Tra Europa e Tunisia è stato sottoscritto il 16 luglio un accordo che si fonda sulla cooperazione in diversi settori tra le due sponde del Mediterraneo. Eppure gli interrogativi suscitati da tale - probabilmente irrinunciabile - azione diplomatica, sono molti. A partire dalla affidabilità del presidente Saied per arrivare alla reale volontà dei Paesi Ue di cooperare con l'Africa e di realizzare, al loro interno, una vera politica migratoria fondata sulla solidarietà
“Mercantilizzare la relazione madre-figlio costituisce un attentato alla nostra umanità”. Ne è convinta Marina Terragni, saggista e giornalista, da anni in prima linea contro la maternità surrogata. E sul ddl che dichiara questa pratica “reato universale” dice: “Le maggiori associazioni femministe del mondo e molte intellettuali femministe radicali lo attendono come una manna”
Antibiotico-resistenza. In Europa ci sono oltre 670 mila infezioni l’anno da germi resistenti e 33 mila decessi, quasi un terzo in Italia. Per Walter Ricciardi: «Se non si agisce subito, entro il 2050 sarà la prima causa di morte a livello globale». L’abuso e l’utilizzo inappropriato degli antibiotici hanno contribuito alla comparsa di batteri resistenti. Sensibilizzazione e responsabilità sono la cura
«Al momento si tratta di stime su calcoli matematici che potrebbero concretizzarsi se non si interviene in tempo. Il fenomeno dell’antibiotico-resistenza in effetti porta a non avere più antibiotici efficaci per curare determinate infezioni e può evolvere fino a causare decessi».
La spiritualità è alleata della nostra salute? Parrebbe di sì, almeno stando allo studio condotto dalla Harvard School of Public Health di Boston e pubblicato nel giugno 2016 sulla rivista Jama Internal Medicine. La lente degli studiosi ha esaminato per vent’anni, tra il 1992 e il 2012, lo stato di salute di un campione di 74.534 infermiere statunitensi, che all’inizio della sperimentazione avevano 60 anni: durante la ricerca sono avvenuti 13.537 decessi, di cui 2.721 per cause cardiovascolari e 4.479 in seguito a tumore.