Molti posano uno sguardo mesto sulle persone celibi perché credono che il celibato sia una mera rinuncia e che porti all’appassimento di sé; invece c’è una gioia propria del celibato, che è quella di desiderare di essere sorpassati. Il godimento del celibato è nella fioritura delle persone che si accompagnano e chi vede fiorire persone attorno a sé sfugge al bisogno di razzolare gioie altrove; il godimento del celibato non è nell’efficacia e nel risultato, ma nell’essere sempre meno indispensabili, nella capacità di acconsentire al proprio tramonto affinché una luce sempre nuova sorga ancora sul mondo
Giuseppe, dopo l’irruzione dell’Altissimo, nella sua vita, ha appreso a riconoscerLo, a prestaGli fede, a comprendere che Egli era la guida in tutto quanto gli stava accadendo, a lui, modesto carpentiere che, forse, mirava ad una vita familiare semplice e ordinata e ad un lavoro, se si vuole faticoso, ma redditizio. L’irruzione, cioè l’irrompere, il frangere le barriere del vissuto naturale, di quanto si tocca e di quanto vede, e l’impeto che in lui ne veniva a seguire le parole udite, hanno portato il suo sguardo ad un altro livello: non ha visto il Volto dell’Altissimo, altrimenti sarebbe perito; non gli ha parlato faccia a faccia come Mosè, ma ha fissato il suo sguardo su di Lui, così ha potuto percorrere tutte le disavventure che si sono susseguite nella sua vita
Il ripensamento delle relazioni, un nuovo “humanum” sotto le spoglie del virtuale da accogliere ed evangelizzare, una ministerialità laicale da formare, l’esperienza del limite e il rilancio del sacramento dell’unzione degli infermi. Questi, in estrema sintesi, gli spunti emersi nel seminario promosso nei giorni scorsi da cinque istituzioni accademiche teologiche italiane, che ha dato il via ad un percorso di riflessione. Sullo sfondo le sfide lanciate dal Covid-19
Le nostre parrocchie sono un grande spazio di "terapia informale", forse "la maggiore rete di sostegno alla sofferenza emotiva delle persone". La pastorale della salute in questo ambito deve allora assumere "una forma più strutturata". Parla lo psichiatra Tonino Cantelmi, rilanciando il "paradigma della compassione" per superare l'urto del Covid e ripartire
A metterli tutti insieme nello stesso posto, i sacerdoti diocesani italiani riempirebbero lo Stadio Via del Mare di Lecce. Nel 2020, infatti, il totale dei sacerdoti è pari a 31.793 unità. Erano 38.209 nel 1990: il calo, in trent’anni, è stato del 16,5 per cento con 6.416 sacerdoti in meno, ma solo negli ultimi dieci anni il clero è diminuito dell’11 per cento.
In Italia sono 1.804 in 120 seminari. Cresce la loro età media (specie a Nord Est) e muta la loro provenienza. In cinquant’anni sono calati del 60 per cento
Solidarietà e depressione sono gli estremi del ciclo vita di un’emergenza. E c’è una spiegazione ai nostri comportamenti: quanto conta capirli con la psicologia
Il presidente nazionale del Forum ha partecipato alla due giorni. “La famiglia non è considerata più un problema ma una risorsa”, osserva, puntando l’attenzione, però, sul grave problema del calo demografico