Ddl suicidio assistito: disattende le indicazioni della Consulta e può spingere i malati più fragili verso il baratro di scelte drammatiche

A quanti hanno davvero a cuore l’effettiva protezione di chi, malato, versa in condizioni di fragilità e vulnerabilità, sta ora il compito di scongiurare che una proposta di legge - inappropriata anche nella sua incoerenza costituzionale - finisca per rappresentare una spinta verso il baratro di scelte drammatiche e spesso esito di solitudine esistenziale, che certamente non è nelle intenzioni degli stessi proponenti del ddl

Sandonà: “La risposta alla sofferenza è ‘più cura’, non il suicidio assistito”

Mario (nome di fantasia) 43 anni, residente a Pesaro, camionista, tetraplegico da 10 anni è immobilizzato. Muove solo il dito mignolo con cui può accendere e spegnere la Tv. Non ce la fa più. Ritiene che questa non sia vita e così inizia l'iter per chiedere di accedere a uno dei farmaci letali e farla finita. Il Comitato etico dell'Azienda sanitaria Marche di Ancona nelle scorse settimane accorda l'autorizzazione. È la prima volta che in Italia si dà il via libera al suicidio assistito fatto che riaccende immediatamente un dibattito, mai spento, sul tema delicatissimo e complesso del fine vita

Istituto Serafico dal Papa: Di Maolo, “Deriva culturale secondo cui l’inguaribile è incurabile”. “Garantire a tutti accesso alle cure”

“Questi 150 anni di vita sono stati un viaggio in mare aperto, spinti dall’amore sulla via della fraternità”. Lo ha detto Francesca Di Maolo, presidente dell’Istituto Serafico di Assisi, durante l’udienza privata che Papa Francesco ha concesso questa mattina in Vaticano ad una delegazione dell’Istituto in occasione del suo 150° di fondazione.