La corsa affannosa per rispettare il termine del 31 dicembre, che ha costretto il Senato a un voto lampo e senza poter apportare alcuna modifica al testo uscito dalla Camera, ha reso impossibile correggere un “errore tecnico” nella scrittura della norma sulle detrazioni da lavoro dipendente. Intervenire con un emendamento avrebbe comportato la necessità di un nuovo passaggio alla Camera fuori tempo massimo e quindi si dovrà ricorrere a un decreto legge autonomo
LE PAROLE DEL 2020. Mai come in quest’anno, nella percezione della povertà, si è allargato il divario tra poveri, imbroglioni o sdraiati sul divano. A farne le spese, però, è anche la reputazione delle misure strutturali. E mentre si pensa agli adulti, i minorenni in povertà diventano gli “invisibili” della pandemia
Ondata dopo ondata, anche la sanità padovana è contagiata dall’effetto Covid.
Ogni giorno ci si cura sempre meno del servizio pubblico ai limiti del collasso. Ogni settimana contano più i colori della libertà individuale rispetto alle strategie sulla salute collettiva. Fra Natale e Capodanno, però, il governo dell’emergenza sta già cambiando...
“Il risultato è sicuramente importante perché finalmente si supera la logica del bonus ,che ha contraddistinto in questi ultimi anni le politiche familiari, e apre a una dinamica certamente più strutturale”.
Insieme a Papa Francesco, vogliamo credere e sperare che da questa crisi attuale emergerà una nuova umanità capace di riconoscere ad ogni essere umano il diritto di vivere con dignità. La “civiltà dell’Amore” non è un’utopia. Essa infatti ha le sue radici nel cuore del Dio Bambino. Lui sa cosa significa essere perseguitati, odiati, esclusi, scartati e non voluti. Ma in quella notte, ha brillato una Luce che ha avvolto il mondo, ricordando per sempre che tutti gli uomini, partendo dai più fragili e indesiderati, sono amati dal Signore. Dobbiamo ripartire da Betlemme quindi, per fermare la strage degli Innocenti. Solo così potrà risplendere il candore della luce che nasce dal cuore dei bimbi, la sola luce che può ancora guarire le ferite del cuore umano
L’ultimo a far parlare di sé è stato, qualche settimana fa, l’arenavirus che provoca la “febbre emorragica del Chapare”, nel cuore della Bolivia. Qualcuno, con macabra ironia, lo ha subito ribattezzato il virus Evola, cogliendo la coincidenza tra alcuni nuovi casi e il ritorno dell’ex presidente Evo Morales nella sua roccaforte, il Chapare appunto. Provocato da un tipo di ratto, il virus può propagarsi tra uomo e uomo e ha provocato all’interno della Bolivia qualche circoscritta vittima, a partire dallo scorso anno. Questo arenavirus (che in realtà, provocando una febbre emorragica, ha qualche punto di contatto con l’Ebola) è solo di uno dei diversi “candidati” a essere “il prossimo”. Cioè, il prossimo virus a provocare un’epidemia su larga scala. Su una cosa, infatti, molti esperti convengono: se, come appare plausibile, il mondo in futuro sarà interessato da altre epidemie o addirittura pandemie, è possibile, se non probabile, che esse possano provenire non solo dalla Cina, ma anche dall’Amazzonia
In questo anno pieno di tristezze e di preoccupazioni per la pandemia, con la conseguente crisi economica, è possibile suggerire una visione che dia speranza guardando futuro
“Nell’anno dell’epidemia la paura e l’incertezza hanno fatto affiorare molte delle vulnerabilità strutturali in cui versa il Paese. Il virus ha aggredito una società che era in debito di ossigeno e ripiegata nel proprio individualismo”.
Dichiarazioni del presidente nazionale Massi, dei vicepresidenti nazionali e di tutti i presidenti regionali della più rappresentativa organizzazione di categoria del settore sociosanitario, con centinaia di Rsa associate