Elezioni regionali. Luca Zaia e la sospirata autonomia

L'intervista. Luca Zaia corre per il suo terzo mandato da governatore del Veneto. In questa intervista ripercorre quanto fatto e affronta temi come la sanità, le infrastrutture, i migranti. "Dobbiamo aiutare chi vorrebbe figli ma non può permetterselo. Se avessimo più risorse sarebbero per gli asili nido"

Elezioni regionali. Paolo Benvegnù. Lista “Solidarietà Ambiente Lavoro”

Paolo Benvegnù. 68 anni, originario di Cessalto (Treviso) ma da tempo residente a Padova, si candida alla presidenza della Regione Veneto con la lista “Solidarietà Ambiente Lavoro” sostenuta da Rifondazione Comunista e Partito Comunista Italiano, indipendenti di sinistra e ambientalisti. Già militante di Potere Operaio e laureato in scienze politiche, Benvegnù è stato operaio nella fabbrica di corso Stati Uniti a Padova dove un tempo veniva stampato il Corriere della Sera.

Elezioni regionali. Enrico Cappelletti. Lista “Movimento 5 Stelle”

Enrico Cappelletti. Ex Senatore con laurea in Scienze Politiche e specializzazione presso l’Università di Oxford, Cappelletti ha fondato una società che opera nel settore della sostenibilità ambientale. Ha scritto e depositato da primo firmatario sette disegni di legge, tra cui la riforma della prescrizione, il “daspo ai corrotti” e l’istituzione della Commissione di inchiesta sul dissesto delle Popolari venete.

Elezioni regionali. Antonio Guadagnini. Lista “Partito dei Veneti”

Antonio Guadagnini. Nato a Bassano del Grappa 54 anni fa, è laureato in economia e in filosofia. Si batte da sempre per l’autogoverno del Veneto. Da vicesindaco di Crespano del grappa, ha elaborato una proposta di legge che prevedeva di assegnare ai comuni una compartecipazione al gettito Irpef pari al 20 per cento. Per sostenere tale proposta, che è stata sottoscritta da più di 400 amministrazioni comunali venete, si era costituito un movimento di sindaci, da lui coordinato.

Scuola, perché aprire. I dirigenti scolastici Contarini e Bergamo a confronto a pochi giorni dal suono della prima campanella di un anno complesso

La riapertura delle scuole è ormai alle porte. Ed è una necessità, un termometro di normalità: se la scuola va avanti è segno che la società è ripartita, se si blocca, tutto langue. Ma la riapertura delle scuole è una necessità anche da un punto di vista umano, di relazioni, socializzazione. Perché allora sembra così difficile dare avvio ad un anno scolastico sereno? Il punto di vista di don Cesare Contarini, rettore dell’Istituto Barbarigo di Padova e di Andrea Bergamo per anni Dirigente dell'Ufficio scolastico di Padova e Rovigo e dall’anno scorso preside dell’istituto Don Bosco di Padova.