“La ‘roccia’ del dopo-lockdown sarà la speranza che posa i piedi sulla resilienza. Sarà la Parola che nutre i sogni e dipinge archi di eterne alleanze, nel Cielo”. "Roccia è la Chiesa fatta di quelle pietre vive che sono i credenti e tenuta salda dalla pietra angolare che è Gesù Cristo". Pubblichiamo un paragrafo del saggio di Rosanna Virgili, biblista, contenuto nel volume “Contagiati. Pensieri, comportamenti, prospettive oltre il coronavirus” (ed. In Dialogo)
Presa di posizione netta di Alberto Pellai, psicoterapeuta dell'età evolutiva: “Vogliamo essere mamme e papà di figli che hanno diritto alla scuola e allo studio. Per quanto difficile possa essere, a fianco della parola 'prevenzione' c’è un’altra parola chiave che deve tornare nelle nostre vite e in quella dei nostri ragazzi: normalità”. E si accende il dibattito
“Per quanto tempo ancora la natura sopporterà le discussioni e le consultazioni infruttuose, così come ogni ulteriore ritardo nell’assumere azioni decisive per la sua protezione?”.
“La pandemia è stata uno tsunami; Ha amplificato le differenze economiche, di genere, lavorative, ma ci ha anche fornito lo stimolo per “sguardi nuovi”.
C’è un legame evidente tra disuguaglianze e degrado ambientale, cresciuti e accentuatisi in questo tempo di pandemia. C’è una radice comune sottostante questi fenomeni intrecciati e in aggravamento: un’economia malata. E l’economia si è ammalata perché l’homo sapiens è spesso diventato homo oeconomicus: “individualista, calcolatore e dominatore”. Pur essendo la specie umana - tra tutte le specie - quella “più cooperativa”. Con chiarezza, senza giri di parole, papa Francesco è tornato mercoledì scorso 26 agosto a sferzare tutti, soprattutto chi ha responsabilità. Un appello, un grido direi, affinché ciascuno di noi acquisisca consapevolezza piena e non resti a guardare. C’è da lavorare per cambiare, per “uscire migliori” dalle crisi già evidenti del “mondo di prima” e che l’emergenza pandemica ha aggravato nel “mondo di adesso”. La 49ª Settimana Sociale dei Cattolici dedicata a "Il Pianeta che speriamo. Lavoro, ambiente, Speranza. #Tutto è connesso", alla quale stiamo lavorando, prova a dare una chiave di lettura coerente e interdisciplinare, a indicare una direzione di marcia e a formulare proposte concrete
La lettera è indirizzata ai cattolici italiani ma subito si apre a quanti cattolici non sono, o tali non si definiscono, perché nel tempo dell’incertezza e dell’ansia sono nate e stanno nascendo molte domande “sul senso di quello che si sta facendo”.