Con lo spirito del 20 maggio 1970 la proposta della Cgil: i diritti non devono essere legati al tipo di rapporto di lavoro ma devono essere in capo alla persona che lavora, al di là del contratto
Ottanta milioni di euro per la fascia 0-6, 70 per le scuole primarie e secondarie: dopo le proteste, il governo ha aumentato il contributo per gli istituti paritari inserito nel decreto Rilancio. Marco Masi (presidente Cdo Opere Educative-Foe): “Riconosciuto il nostro valore educativo. Ora lavorare sulla ripresa a settembre”
L’Alto commissario per i rifugiati della Nazioni Unite interviene alla presentazione online del rapporto annuale del Centro Astalli. “Non siamo di fronte a un dilemma, si possono adottare quarantene, non permettere che paura e intolleranza minaccino il rispetto dei diritti”
Rapporto annuale del Centro Astalli. 20mila migranti assistiti (11mila solo a Roma). Aumentano per tutti le difficoltà, a pesare le conseguenze dei decreti sicurezza. Molti hanno difficoltà di accesso alle cure e ai servizi. Ripamonti: “Passare dall’emergenza alla programmazione”
Tra i migranti italiani aumenta l'esclusione sociale, la precarietà e l'irregolarità, anche per effetto dei due decreti sicurezza e ora per l'emergenza Covid-19. È quanto emerge dal Rapporto 2020 del Centro Astalli, il servizio dei gesuiti per i rifugiati, che ha presentato oggi dati e testimonianze via web.
La Fondazione Ismu dedica una sezione del proprio sito al tema con analisi, approfondimenti e riflessioni. In base alle ultime stime, al primo gennaio 2019 gli irregolari sono 562 mila. Ecco cosa succederà con il Decreto Rilancio
Il commento di Fulvio Vassallo Paleologo: "Da accertare se il trattenimento in quarantena a bordo di navi traghetto sia necessario, proporzionato e non discriminatorio"
La situazione delle scuole paritarie, già molto complicata in questi anni, anche proprio per una non completa attuazione del principio della parità, rischia di peggiorare in modo significativo dopo l’emergenza sanitaria. Saranno necessari nuovi investimenti sulle strutture e le famiglie dovranno fare i conti con una situazione economica piena di incognite
La scuola paritaria non vuole privilegi, ma che le sia riconosciuto l’importante servizio pubblico che offre e che ruota attorno a un’utenza complessiva di circa un milione di persone, se ai 900 mila allievi aggiungiamo i 100 mila dipendenti, ripartiti su 12 mila scuole. A minarne la sopravvivenza, più che il Covid-19, è una sorta di discriminazione culturale, che impedisce di riconoscere loro piena cittadinanza. Ne porta traccia un vocabolario che ancora le considera “private”, scuole di classe, diplomifici per asini d’oro. Questo pregiudizio ideologico segna un primato, un’eccezione nazionale, che non si riscontra più nemmeno nella laica Europa, dove il muro è caduto e il valore culturale costituito dalle paritarie è riconosciuto e apprezzato