Il giornalista ricorda quando si sono conosciuti, da ragazzi e l'amicizia che è proseguita nel tempo. Del giurista, ucciso dalle Brigate Rosse il 12 febbraio 1980, all'Università la Sapienza, ricorda "la dirittura, il tratto fermo e gentile, la sua visione salda e tranquilla delle cose". "Per me - ci dice - è un dono già grande quello che egli è stato in vita, per la sua famiglia, per gli amici, per la Chiesa, per lo Stato. Se non ci fosse stato questo dono, a motivo dell’amore, non l’avrebbero ucciso"
Qualcuno, nel nome dell’ideologia, ha cercato di trovare una motivazione per quello che avvenne ricordando quello che c’era stato prima. Ma niente e nessuno potrà mai giustificare colui che pur si ritiene vittima nel momento in cui si fa carnefice dei propri simili. Nell’Europa dei nuovi muri dove ritornano a galla razzismi che speravamo sepolti per sempre, il Giorno del ricordo assume un duplice, fondamentale significato
Si è conclusa nella notte tra sabato 8 e domenica 9 febbraio la 70ª edizione della kermesse canora, che ha raggiunto ottimi risultati in termini di share. La manifestazione è stata presentata come il Festival delle donne, ma è stato così? E la musica che ruolo ha avuto? Ne parliamo con Massimo Bernardini, giornalista e conduttore di "Tv Talk" su Rai 3
Non si tratta del canto del libero amore, di un amore che si sottrae ad ogni regola o di amori estranei all’orizzonte biblico, ma dell’amore tra l’uomo e la donna. Questo, infatti, torna a palpitare in tutto il suo splendore nel Cantico dove la frattura inflitta alla relazione uomo-donna in Genesi 3 con il peccato (che vede il predominio dell’uomo sulla donna) viene superata attraverso una relazione riconciliata, un eros redento, dove al dominio si sostituisce la reciprocità della comunione, all’accusa il linguaggio della lode, al conflitto l’amore
Le guerre del futuro saranno soprattutto commerciali (come sempre, del resto), dentro però un equilibrio che tutto tiene perché nessuno ha interesse e intenzione di modificarlo.