Beati i perseguitati per la giustizia. Ogni gesto secondo il Vangelo comporta un impegno. Siamo chiamati tutti a piccoli allenamenti, nelle occasioni in cui ci è possibile, a piccoli sì
Auguriamoci ancora che l’uomo (il cittadino, l’europeo) non smentisca se stesso destrutturando ciò che è stato costruito per il suo bene e per la pace tra gli uomini. Quella pace che come ci chiede Papa Francesco (nel discorso ai i partecipanti alla Conferenza “(Re)thinking Europe” dell’ottobre 2017) deve diventare una promessa in grado di gettare i semi per una vera e propria cultura di pace. Che superi paure e menzogne e sia – aggiunge ancora il Pontefice – luogo di “rapporti umani autentici e ricerca della giustizia, senza le quali la sopraffazione è la norma imperante di qualunque comunità”
Il Senato ha approvato ieri le nuove norme sulla legittima difesa. Immediate le reazioni delle associazioni. Gonnella (Antigone): “"Il rischio più grande è la presunzione di assoluta impunità". Beretta (Opal): “Temo che aumenteranno gli omicidi e ci sarà più violenza". Movimento Nonviolento: "Vince l’industria delle armi, perde la democrazia"
A Firenze il primo festival dell’economia civile. L’economista Zamagni: “Chi ha il potere economico finirà, lo sta già facendo, per esercitare un’egemonia economica e culturale”. Becchetti: “Il mondo gira intorno alle nostre grandi scelte di consumo”
Storia, cultura, società, spiritualità sono aspetti della profonda vicinanza tra i due Paesi al di qua e al di là delle Alpi. E la costruzione europea - con personaggi del calibro di De Gasperi, Schuman, Spinelli, Monnet - è uno degli elementi forti che legano Roma con Parigi. Chi oggi vorrebbe dividere, per calcolo politico o elettorale, Italia e Francia dovrebbe tener conto di questa realtà
A essere precisi, nel nostro ordinamento il principio dello ius soli (ben noto al diritto romano) già esiste in virtù della legge 91 del 1992, secondo cui lo straniero nato in Italia e che vi abbia risieduto legalmente senza interruzione fino alla maggiore età, diviene cittadino al raggiungimento di quest’ultima. Ma quella legge risale a oltre un quarto di secolo fa e negli anni la situazione è profondamente cambiata. A guardarla con occhi liberi da schemi ideologici, la necessità di considerare italiani ragazzi che sono nati nel nostro Paese, che parlano italiano con l’accento di uno dei nostri tanti dialetti e magari vorrebbero diventare carabinieri come Rami e Adam, appare in tutta evidenza un fatto di equità e di civiltà