La campanella scolastica sta per suonare. Per alcuni è il passaggio da un ciclo di studio a un altro, nuovi insegnanti da conoscere, nuovi compagni di banco con cui crescere. Per altri è il proseguo di un cammino che riprende dopo le vacanze, tra abbracci ritrovati e confidenze estive. Ma la scuola non è, purtroppo, solo questo.
Nel mondo vivono 120 milioni di sfollati, molti di loro in situazioni difficili, costretti a lasciare il proprio Paese per guerre, carestie, attacchi personali.
A scuola si chiamava ora di ginnastica e di ginnastica, o meglio dell’idea di plasmare il corpo dell’atleta come luccicante biglietto da visita propagandistico, si alimentava l’ideologia di due dei tre Paesi che quell’anno si piazzarono sul podio dei Campionati europei di atletica leggera.
“Napoli-Fiorentina 1-3”. “Napoli-Empoli 0-1”. “Torino-Napoli 3-0”. “Napoli-Frosinone 0-4”. Emblematiche scritte apparse su alcuni striscioni nell’ultima partita in casa della squadra partenopea ex-campione d’Italia.
Quella di domenica 28 aprile per l’Inter fresca vincitrice dello scudetto è stata una partita-passerella con i giocatori del Torino usciti sconfitti 2-0.
In un appunto che (stranamente) non ho smarrito avevo annotato: martedì 16 aprile, accensione della torcia olimpica, cento giorni all’inizio dei Giochi di Parigi 2024
«I Mondiali di calcio hanno scandito i tempi della nostra vita». Chi di voi si riconosce in questa affermazione di Federico Buffa? Può valere anche per un Europeo, un campionato nazionale, una Champions League o una partita vista dal vivo.
Esattamente quattro anni fa, era il 24 marzo 2020, il Comitato olimpico internazionale ufficializzava, a causa del diffondersi della pandemia, il rinvio delle Olimpiadi di Tokyo, in programma proprio quell’estate