Non c’è dubbio che una delle “ossessioni” della Difesa negli anni della Grande guerra (e non solo) fosse rivolta alla tutela del buon costume, con particolare riguardo ai nuovi atteggiamenti del mondo femminile. Questo centenario ha posto molta attenzione al ruolo della donna, coprotagonista del conflitto accanto all’uomo combattente e fatalmente destinata a veder mutare il proprio ruolo sociale. Ma fuori dalle mura domestiche, i pericoli per la morale sono evidenti...
L’eco del Cantico , con la potenza del suo inno a «sora morte corporale» travalica i secoli fino ai nostri giorni, alla nostra stessa vita, donandoci parole che pesano ancor di più su una società come la nostra, impegnata con ogni mezzo possibile a “mascherare” e esorcizzare quella morte che non sappiamo più accogliere come punto d’arrivo e culmine del ciclo naturale della vita.
Il 25 agosto scorso ricordate cosa si è celebrato a Padova? Non sforzatevi troppo, perché nessuno ha fatto festa o vi ha invitato. La scusa potrebbe essere che si rimembrano i giorni felici, mentre quelli infausti si scordano. Tutto vero, com’è vero che quell’ultimo venerdì d’agosto, mentre molti padovani gustavano ancora il sapore di vacanza, l’urbe patavina superava i 50 giorni dall’inizio dell’anno di sforamento del limite giornaliero dell’ozono stabilito dalla legge, che non deve andare oltre i 25 giorni dell’intero anno.
L'incredibile silenzio che ha accompagnato l'addio a Roberto Bassi, di Lugo di Vicenza, moderno Marco Polo, che nel 1971 percorse a piedi gli 11 mila chilometri che separano Roma e Tokio perché non venisse dimenticata l'impresa dell'aviatore thienese Arturo Ferrarin. "Solo silenzio che di certo dice tutto sul nostro senso etico di “rendere omaggio”. I veneti moderni sono anche questo: silenti davanti a tutto e tutti, anche quando è il “bene” a mostrarsi. Anche allora preferiscono non dire. Non ricordare. Non riconoscere un merito conseguito sul campo, che per noi diventa un demerito storico e cronico".
Sulla Difesa del 2 settembre 1917, la prima pagina è interamente occupata dall’appello del vescovo Pellizzo alla preghiera e alla penitenza per il dono della pace “secondo i desideri del Santo Padre”, che nei primi giorni di agosto aveva mandato ai governi dei paesi belligeranti una nota che li invitava a iniziare trattative di pace.
Un gruppo di volontari, mossi dal piacere di restituire un sorriso al quartiere, gira con pinze e buste per ripulire le aree verdi da immondizia e sporcizia. Un'idea contagiosa che ha aperto la strada a nuovi sottogruppi e che prova a coinvolgere tutti i cittadini
Quello dei cappellani militari era un ruolo “privilegiato” ma esigente. Eliminati dallo stato unitario, furono reintrodotti alla vigilia della dichiarazione di guerra dal generale Cadorna. Il loro ruolo fu pastorale ma anche propagandistico, per sostenere il morale e la disciplina della truppa. La Difesa sottolinea costantemente il loro spirito di sacrificio e il loro valore. E nel numero del 10 agosto 1917 annuncia la medaglia d’argento conferita a don Giovanni Rossi, sacerdote padovano cappellano dei Granatieri di Sardegna.
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“Iper-super-mega” indicano quasi sempre il mercato passato dalla storica piazza al centro commerciale con tanto di aria condizionata per tutti. Se ribaltassimo i prefissi potremmo invece trovarci come conseguenza: l’iper-consumo. Il super-sfruttamento delle risorse. E per quanto riguarda il Veneto (ma il è problema nazionale), il mega-consumo del suolo.
La prima grande tragedia di quell’anno orribile che fu il 1917, alla fine dell’inverno più freddo del secolo, iniziò il 10 giugno, alle 5.15, con l’avvio del “tiro di distruzione” delle artiglierie italiane sull’Ortigara. L'8 e 9 giugno Asiago farà memoria di quel passaggio cruciale della Grande guerra con due giorni di eventi.Acquista la prima pagina dell'1 luglio 1917 in formato ad alta risoluzione nel nostro e-shop