In sala “Elvis” biopic firmato Baz Luhrmann. Su Disney+ anteprima di “Only Murders in the Building 2” con Steve Martin e Martin Short

A Memphis, il 16 agosto 1977, quarantacinque anni fa, moriva Elvis Presley, “The King”. Nella sua carriera ultraventennale – il primo album è del 1956, l’ultimo inciso poco prima della morte – tra palco e cinema nell’America del sogno, tra i decenni ’50 e ’70, ha infiammato cuori di fan, lasciando un segno indelebile nella storia della musica e della cultura tutta. Il suo mito rivive oggi sullo schermo in un vorticoso, trascinante e a tratti psichedelico biopic firmato Baz Luhrmann. Protagonisti il trentenne Austin Butler e il premio Oscar Tom Hanks, sempre superlativo. Ancora, in streaming su Disney+ dal 28 giugno la seconda stagione di “Only Murders in the Building”, spassosa serie crime sullo sfondo di Manhattan con Steve Martin, Martin Short e Selena Gomez. Abbiamo visto i primi episodi in anteprima. Punto Cnvf-Sir.

“La Scuola di domani”: presentato il documento in vista del Transforming Education Summit dell’ONU

Presentato alla presenza del Ministro Bianchi il documento con le voci di studentesse e studenti in vista del Transforming Education Summit dell’ONU. Si intitola "La Scuola di domani" ed è stato concepito come uno stimolo alla discussione, nell’ambito del Transforming Education Summit dell’ONU che si terrà come Pre-Summit dal 28 al 30 giugno prossimi a Parigi e, successivamente, a New York, a settembre.

L’anatomia dell’uguaglianza: l’opera di Andrea Casciu all’Arcella è un elogio al fondatore dell’anatomia moderna

L'artista sardo Andrea Casciu ha portato il suo iconico tratto nel quartiere a nord di Padova, all'interno del progetto Universa Universis Patavina Libertas, pensato dall’associazione Arcellatown che prevede la decorazione di otto cabine elettriche di E-Distribuzione nel quartiere Arcella per gli otto secoli dell’Ateneo. Quello di Casciu è un omaggio, anzi più precisamente un elogio ad Andrea Vesalio per il trattato di anatomia “De Humani Corporis Fabrica”, riconosciuto come la prima vera opera di medicina moderna. E la carriera di Vesalia ha preso slancio proprio a Padova nel 1537.