35 anni fa, il 26 aprile 1986, il mondo conobbe gli effetti del disastro nucleare. In Italia e in Veneto numerose famiglie si attivarono per accogliere i bambini ucraini e bielorussi nei soggiorni di risanamento. Continuano anche oggi, il Covid però ha azzerato gli spostamenti. Oggi il 23 per cento della Bielorussia è ancora contaminato, il 4,8 per cento dell’Ucraina. Terre in cui vivono cinque milioni di persone
Il 9 maggio 1921 nasceva in Germania la giovane cattolica tedesca che, con il gruppo dissidente la Rosa bianca, lottò contro il regime nazista, pagando con la vita. «Ma che importa la mia morte, se attraverso di noi migliaia di persone sono risvegliate e suscitate all’azione?»
È mancato il 22 marzo a Gallarate, dove si trovava dal 2020, dopo sessant’anni vissuti a Padova. È stato docente di chimica all’Università, direttore dell’Antonianum, assistente spirituale degli ex alunni... Nel 2004 è nominato “Padovano eccellente”. Si è sempre posto in dialogo: «Semplice e umile, ma rigoroso, capace di sdrammatizzare... La carica emotiva in lui era sempre molto intensa, senza mai essere scomposta»
Riuscita l’operazione “Save the globes” del Museo di geografia dell’Università di Padova: nuova vita per il globo celeste e il globo terrestre, realizzati nel Seicento nella bottega di Blaeu. I globi saranno valorizzati e inseriti in percorsi di visita e didattici. Prezioso il contributo del Lions Club Gattamelata di Padova
Armelin, da 25 anni la musica è di casa. Un quarto di secolo di storia per l’editore riferimento internazionale per la composizione sacra e cameristica. Per l’occasione è uscito il Catalogo degli autori padovani dedicato ai musicisti nati o vissuti qui tra il ’500 e il ’900
I coniugi Brunazzetto di Selvazzano, insieme ai figli di 10 e 12 anni, hanno realizzato con le loro mani, nel giardino di casa, un capitello che accoglie la statua di sant’Antonio. Complice la pandemia e la chiusura forzata in casa, la famiglia ha concretizzato il sogno che mamma Sarah portava nel cuore da lungo tempo. Una devozione, quella al Santo, trasformata in luogo di preghiera, riposo e affidamento. Qui anche la comunità parrocchiale può attingere forza e speranza, guardando alla resurrezione della Pasqua.
Purtroppo ora è rimasta senza lavoro, ma di progetti ne ha ancora tanti: «Fra i più importanti c’è quello di garantire un futuro dignitoso alla mia guerriera»
All'interno della parrocchia San Carlo Borromeo del quartiere Arcella di Padova, il gruppo chierichetti è composito e vitale: 20 tra bambini, bambine, ragazze e ragazzi italiani, di origine rumena o kosovara, fratelli nigeriani o cugini filippini, con la mamma cinese e provenienti dallo Sri Lanka. È la risposta più spontanea di una chiesa che si apre al suo territorio fatto di relazioni e convivenze