La novità. Il disciplinare della Doc è in via di rinnovo per dare maggiore risalto al comprensorio collinare padovano e meno ai vitigni impiegati. Il Serprino rifermentato in bottiglia non è lontano dall’essere riconosciuto come Doc, mentre avrà più risalto nei rossi la dicitura Colli Euganei rispetto al vitigno utilizzato
Un Serprino “col fondo”? Non è una novità nel panorama enologico dei Colli Euganei, e in un futuro non troppo lontano potrebbe ottenere il riconoscimento Doc quale nuova eccellenza padovana. È infatti al vaglio l’istituzione di alcune varianti al disciplinare del Consorzio tutela vini Colli Euganei, tra cui compare l’introduzione del “Serprino sui lieviti” sia per la versione spumante che frizzante. Su 18 mila ettari di superficie totale dei Colli, 3 mila sono vitati. Di questi, un terzo sono occupati da vitigni a bacca rossa; dei restanti a bacca bianca, circa la metà è piantato a uva Glera, che sui Colli Euganei viene chiamata Serprino. Quest’ultimo è in realtà l’unico vino autoctono a denominazione di origine controllata del Veneto specializzato nella tipologia frizzante. È un prodotto su cui i produttori puntano in quanto è trasversale a tutte le fasce di consumatori, leggero e profumato, da pasto e da aperitivo, grazie alle bollicine e alle note fruttate. «La versione sui lieviti – spiega Gianluca Carraro, presidente del Consorzio di tutela vini Colli Euganei – è in realtà quella originaria, quando non c’erano le autoclavi le bollicine derivavano solo dalla rifermentazione in bottiglia». Di altrettanto impatto potrebbe essere anche un’altra innovazione, la nuova modalità di etichettatura riservata ai vini rossi, eccellenze conosciute anche fuori dal Veneto e che stanno prendendo sempre più piede in varie regioni italiane. Prevederà l’obbligo di riportare come prima indicazione il nome della denominazione Colli Euganei con l’indicazione relativa alla Doc e, solo dopo e più in piccolo, il riferimento al vitigno o alla tipologia Rosso. Infine, la menzione “Riserva” potrà essere utilizzata solo per indicare il Colli Euganei rosso, che si potrà ottenere con i vitigni Cabernet franc, Carmènere, Cabernet Sauvignon e Merlot in purezza. Sono modifiche che mirano a dare maggior risalto alla denominazione Colli Euganei e meno al nome del vitigno. «La procedura è in fase avanzata – rivela Carraro – e auspichiamo che già entro fine anno centreremo questo risultato, finalizzato ad una ancora maggiore valorizzazione dei nostri vini».
Ci sarà un solo nome per tutti i vini rossi
Cabernet, merlot, carmènere… sono nomi che potrebbero non comparire più, se non in piccolo, nelle etichette dei vini rossi dei colli padovani: prevarrà il “brand” Colli Euganei.