Latte, la crisi non si ferma: produrlo costa più di quanto viene pagato
L'allarme di Cia Veneto sul comparto lattiero-caseario: in regione un litro costa tra i 55 e i 58 centesimi, ma all'allevatore ne vengono riconosciuti 49. A pesare sono soprattutto i costi dell'alimentazione animale e i rincari dell'energia. Degli oltre 2.900 allevamenti censiti, più del 10 per cento si trova nell'Alta Padovana. Il presidente Giorgio Puppin: "Serve un sostegno concreto dalle istituzioni".
Una crisi senza fine per gli allevamenti di vacche da latte: un allarme lanciato da Cia Veneto, che ha tracciato un quadro con molte ombre e poche luci relativamente al comparto lattiero-caseario. «Oggi nella nostra Regione – commenta Cia Veneto – produrre un litro di latte costa tra i 55 e i 58 centesimi; un rialzo causato soprattutto dalle spese dell’alimentazione animale e dai rincari dell’energia. Al singolo allevatore, però, vengono riconosciuti solo 49 centesimi. Alla lunga si rischia di lavorare in perdita». Sono circa 2.900 gli allevamenti censiti in tutta la Regione, oltre il 10 per cento dei quali si trova nell’Alta Padovana, da sempre un’area altamente vocata. «Alle istituzioni chiediamo un sostegno concreto – è l’appello del presidente di Cia Veneto, Giorgio Puppin – perché quando chiude un allevamento perdiamo un tassello strategico del sistema economico-sociale di un territorio».