Dirige una società agricola a Vigonza Alessandra Da Porto, agronoma e imprenditrice, eletta alla guida di Confagricoltura Padova. Subentra a Michele Barbetta, e lo fa in un momento storico ricco di sfide per l’agricoltura veneta e italiana.
«È un incarico molto impegnativo – commenta la Da Porto – ma ho vissuto all’interno dell’associazione fin da ragazza, nella sezione giovani agricoltori, e mi sono sempre impegnata a favore delle attività associative. Le problematiche sono molte e diverse perché l’agricoltura è un settore variegato. A Padova contiamo 3 mila soci, sono aziende di varie dimensioni ma nel complesso rappresentano circa il 45 per cento della manodopera dipendente in agricoltura nella provincia».
L’azienda di Da Porto si occupa principalmente di seminativi, colture che vanno dal mais alla soia, dal grano alla colza al girasole. Annesso all’azienda c’è un alloggio agrituristico, a Codiverno, frazione di Vigonza. Quello dei cereali, a detta della neopresidente, è proprio uno dei settori in maggiore sofferenza, sia per l’aumento dei costi, sia per il prezzo del prodotto agricolo, che è sceso e che deve fronteggiare la concorrenza straniera, spesso di paesi che non danno pari garanzie di qualità, sostenibilità e sicurezza dei lavoratori.
«Oggi le sfide sono proprio la tutela del reddito dei nostri agricoltori – continua Da Porto – che è in contrazione per l’effetto combinato dei maggiori costi e minore prezzo del prodotto finale. Questo è un aspetto fortemente influenzato anche dal cambiamento climatico, che non possiamo modificare ma verso il quale dobbiamo attrezzarci. Come? Ad esempio ripensando alla nostra agricoltura in termini di tipologie di prodotti da coltivare o nuove tecniche. Pensiamo anche a come si possa migliorare il benessere degli animali, che hanno sofferto anch’essi il caldo».
Quanto alle colture, ci si aspetta un aiuto dalla scienza. «Si stanno sperimentando nuove varietà che richiedano meno acqua e si adattino al clima. Il miglioramento genetico con le nuove tecniche di evoluzione assistita, le cosiddette Tea, come già si fa per il riso e la vite, potrebbero essere un grande aiuto. Il recente sostegno approvato dall’Ue a questi studi è importante. Sono sfide che l’opinione pubblica dovrebbe comprendere maggiormente, il cittadino deve capire che l’agricoltura è importante, che dal cibo dipende la salute e che quanto produciamo è di alta qualità e controllato».