Un elenco regionale dei vigneti eroici e storici nel Veneto mancava. Lo ha ora istituito la Regione, consacrando così il valore anche culturale e paesaggistico di un prodotto, l’uva, così importante per l’economia agricola veneta.
L’elenco serve a censire e tutelare i vigneti in aree estreme o di grande valore paesaggistico, mirando a combattere l’abbandono del suolo e il dissesto idrogeologico e a valorizzare le produzioni locali. Permetterà poi ai proprietari l’accesso a specifici bandi di finanziamento.
Il documento istitutivo dell’elenco contiene i requisiti e le caratteristiche per l’iscrizione da parte dei soggetti che ne hanno titolo. I vigneti “eroici” sono confermati quelli stabiliti da apposito decreto ministeriale del 2020, ovvero che presentino almeno un requisito tra i seguenti: pendenza superiore al 30 per cento, un’altitudine media superiore ai 500 metri (a esclusione dei vigneti situati su altopiano), sistemazioni degli impianti su terrazze e gradoni.
Secondo la normativa, può essere invece riconosciuto come “storico” «il vigneto la cui presenza è segnalata in una determinata superficie/particella in data antecedente al 1960 e che utilizza forme di allevamento tradizionali legate al luogo di produzione, debitamente documentate e/o che presenti sistemazioni idrauliche-agrarie o di particolare pregio paesaggistico, quali il terrazzamento, il ciglionamento, il rittochino, il cavalcapoggio, il girapoggio e la spina».
Questa legge riconosce e tutela quindi molti vigneti di Valbobbiadene, dal Cartizze alle cosiddette Rive, patrimonio Unesco così come i Colli Euganei, ma vi possono rientrare anche la viticoltura isolana lagunare e vigneti storici vicentini e veronesi.
I vigneti “storici” sono quelli infatti che testimoniano la memoria del paesaggio veneto: per essere riconosciuti tali non basta infatti l’età, devono anche avere conservato tecniche di coltivazione di una volta, come la pergola, diffusa in molte aree collinari, la celebre bellussera o i tipici muretti a secco.
Tra i vigneti storici più celebri vi è quello dell’azienda Fabris di Baver (Treviso), mentre anche il brolo storico di villa Widmann a Bagnoli di Sopra ospita una collezione di vitigni autoctoni con forme di allevamento antiche.
L’iscrizione nell’elenco viene gestita tecnicamente da Avepa, l’Agenzia veneta per i pagamenti in agricoltura, che già gestisce lo Schedario viticolo veneto.