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Il calcio dà e il calcio toglie. Mai come in questi due turni di campionato il detto si è rivelato azzeccato: con l’Ascoli, pur senza una delle prestazioni migliori, i biancoscudati hanno portato a casa tre punti; con il Palermo, invece, un ottimo Padova — che a tratti tiene il pallino del gioco, crea e spreca — cade per due a uno (Pastina al 7′, doppietta di Vavassori al 43′ e all’83’). I rosanero, gemellaggio delle tifoserie a parte, restano una bestia nera e consegnano alla squadra di Calabro la seconda sconfitta in campionato, la seconda consecutiva lontano dall’Euganeo.
Come sabato scorso, anche in questa quinta giornata di campionato mister Calabro sorprende variando l’undici iniziale: Sorrentino confermato tra i pali, difesa invariata con Dellavalle, Lovato e Pastina; Capelli (al posto di Carissoni a destra) e Cocchi a sinistra, Zuelli in cabina di regia con Giunti (a sorpresa preferito a Pompetti e Galazzi) e Fusi a supporto. Spazio in attacco a Seghetti (Caprari e Lasagna si accomodano in panchina) e Moro. Inzaghi opta per il 4-2-3-1 con l’ex Fortin a difendere la porta; Pierozzi, Bani, Ceccaroni e Augello in difesa; Ranocchia e Segre in mediana; Vavassori, Palumbo e Johnsen alle spalle dell’unica punta Pohjanpalo.
Dopo un minuto di silenzio in memoria di Sandro Mazzola, scomparso nella notte, l’avvio è tutto di marca biancoscudata. Bastano pochi secondi e Seghetti si accende in contropiede: il controllo, però, è reso difficile da un terreno di gioco pesante, che permette il recupero dei difensori rosanero. Al 4′ altra iniziativa biancoscudata, sviluppata sulla sinistra: Fortin respinge la sfera sui piedi di Zuelli e il centrocampista fa esplodere una gran botta, ma è ottima la chiusura della retroguardia, che devia in corner. Proprio dalla bandierina arriva il vantaggio: al 7′ calcio d’angolo di Zuelli sul fronte destro, la palla arriva a Cocchi, che non colpisce perfettamente ma la indirizza comunque verso Pastina, lestissimo a metterla alle spalle del portiere rosanero. La terna annulla la rete, il VAR controlla e ribalta la decisione: 1-0. Il Padova continua ad approfittare delle incertezze in disimpegno del Palermo. Al 9′ arriva un’azione da applausi: Zuelli scambia con Seghetti e Moro, il traversone basso del numero 9 taglia tutto il campo ma trova l’intervento provvidenziale di Bani. Al 15′ un lancio di Cocchi manda Moro solo davanti a Fortin, con Ceccaroni che rimedia in extremis.
La squadra di Inzaghi cresce alla distanza e alza il baricentro: al 16′ Johnsen prova la conclusione dal limite senza inquadrare la porta, al 19′ Vavassori si presenta a tu per tu con Sorrentino ma il diagonale viene deviato in corner. Il Padova risponde con Capelli, che apre per Fusi: il diagonale è messo in angolo da Fortin (20′). Poi è ancora Palermo: Palumbo calcia dal limite e Lovato si immola (23′), Bani chiama Sorrentino alla parata (27′). Nello stesso minuto Cocchi va via sulla sinistra e prova il tiro, palla sull’esterno della rete. Al 35′ Vavassori spedisce alto, al 40′ Sorrentino dice no al colpo di testa di Palumbo. Il pareggio arriva al 43′: tacco delizioso di Palumbo per Johnsen, palla in mezzo e tap-in vincente di Vavassori. I sei minuti di recupero, concessi anche per l’infortunio occorso a Bani al 28′ in uno scontro fortuito con Pastina su calcio d’angolo, sono però un assedio biancoscudato. Al 47′ Cocchi salva sulla linea sull’incornata di Ceccaroni; un minuto dopo Fusi mette in mezzo, Giunti svetta di testa e Fortin compie un autentico miracolo; al 49′ l’ex si ripete sulla girata al volo di Seghetti. Al 50′ Pastina va ancora di testa da buona posizione, ma la palla è alta e la posizione è comunque di fuorigioco. Si va al riposo sull’1-1.
Inzaghi rimescola le carte già nell’intervallo: fuori Pierozzi e Bani, costretto alla resa dopo il contrasto del primo tempo, dentro Cassandro e Magnani. Il copione, però, non cambia e a fare la partita è ancora il Padova: al 47′ il traversone di Giunti attraversa tutta l’area, con Fusi che non arriva per un soffio alla conclusione in spaccata. Al 53′ Calabro toglie Seghetti e inserisce un altro ex di giornata, Di Mariano. La gara si accende nel quarto d’ora centrale. Al 60′ Fusi calcia dal limite e trova una deviazione, al 61′ Cocchi finisce sul taccuino dell’arbitro. Al 62′ arriva l’occasione più nitida del Palermo: Ranocchia pesca Segre in mezzo all’area, è di fatto un rigore in movimento, ma Sorrentino si distende e respinge in maniera prodigiosa. Poco dopo la serpentina di Vavassori si spegne su una deviazione in angolo, mentre Ranocchia viene ammonito per fallo su Capelli e lascia subito il posto a Estevez. I biancoscudati non si limitano a difendersi. Al 67′ l’azione insistita del Padova porta ai tiri di Dellavalle e Di Mariano, con il Palermo che si salva in corner; un minuto più tardi la deviazione di Moro esce di un soffio sul fondo, a millimetri dal nuovo vantaggio. Al 69′ Calabro cambia ancora: fuori Moro e Cocchi, dentro Lasagna e Carissoni. Palumbo prova a rispondere sfondando sulla sinistra (71′), poi è di nuovo assedio biancoscudato: Zuelli spara alto dal limite (73′), Carissoni raccoglie in contropiede il servizio di Di Mariano e mette in mezzo un traversone basso deviato in angolo (74′), Fortin devia in angolo il colpo di testa di Dellavalle e sullo sviluppo del corner Lovato sfiora l’incrocio (75′). All’80’ l’angolo conquistato coi denti da Capelli diventa un traversone velenoso di Zuelli, sul quale l’ex portiere biancoscudato esce di pugno.
Il calcio, si sa, è crudele. All’83’, pochi istanti dopo l’ingresso di Gabrielloni per Pohjanpalo, Johnsen pesca d’esterno Vavassori in area: controllo e conclusione a battere Sorrentino, doppietta personale e 1-2. Calabro si gioca le ultime carte inserendo Galazzi e Bortolussi per Giunti e Zuelli, ma al 90′ il quadro si complica ulteriormente: rosso diretto a Carissoni, entrato da una ventina di minuti, per fallo da ultimo uomo su Vavassori involato verso la porta. Nei quattro minuti di recupero il Padova prova a rialzare la testa in dieci uomini, ma l’ultimo sussulto della partita è di marca rosanero: la punizione di Palumbo si stampa sulla barriera.
Nessun alibi, ma la certezza della partita giusta. Antonio Calabro parte dalla formazione: «Ho a disposizione un gruppo squadra che mi consente di fare le dovute valutazioni a seconda della tipologia di gara. Sapevamo che i punti di forza del Palermo sarebbero stati la grande aggressività e i duelli, soprattutto a centrocampo con Segre, Ranocchia, Palumbo e Augello». Da qui la contromossa: «Abbiamo optato per una marcatura ferrea su Pohjanpalo, sfruttando una superiorità numerica tra Lovato e Pastina. La scelta è scaturita dalla necessità di equiparare lo strapotere fisico dei loro centrocampisti: abbiamo schierato Giunti, Fusi e Zuelli in un centrocampo più muscolare, pensato per chiudere le loro fonti di gioco fin dall’inizio, e mi sembra che ci siamo riusciti abbastanza bene». Sul risultato non arretra: «Io penso che abbiamo fatto una partita alla grande. Il Palermo è stato in estrema difficoltà nel primo tempo, quando ci siamo presentati due volte a tu per tu con il portiere. Quella è una situazione che cambia tutto: se fai gol e vai sullo 0-2, poi diventa complicato per tutti. Conosciamo la forza del Palermo, capace di ribaltare due reti di svantaggio. Venire qui e metterli in grossa difficoltà, e non solo nel primo tempo ma per tutto l’arco della partita, contrastando le loro inevitabili fiammate, è un dato molto positivo. Anche quando siamo andati in difficoltà siamo stati pungenti: due o tre nostre ripartenze si sono rivelate pericolose». Capitolo Caprari, out dall’inizio: «Mi servivano caratteristiche di allungo, non di accorciamento dell’attacco. Poiché Moro è un giocatore che fa da raccordo, mi serviva un partner con caratteristiche diverse. Seghetti lo ha fatto benissimo fino a quando la condizione fisica glielo ha permesso, poi lo ha fatto altrettanto bene Di Mariano». Sulla vigilia: «Ho specificato che la partita non ci avrebbe detto dove può arrivare il Padova, ma dove siamo in questo momento. In questo momento siamo una squadra che lotta, che propone gioco e che sta bene fisicamente, perché oggi abbiamo corso tantissimo. Averli messi in difficoltà a casa loro, davanti a oltre trentamila spettatori, mi spinge a fare i complimenti a tutti i miei giocatori, nessuno escluso». Poi la sosta: «Sapevo che in queste prime cinque partite dovevo essere concreto nelle richieste alla squadra. Adesso posso inserire qualcosa in più, permettendo ad alcuni giocatori di ritrovare la forma migliore. Lavoreremo mantenendo questo atteggiamento e i nostri dettami tattici, perfezionando i piccoli dettagli».
Emanuele Zuelli parte da ciò che ha funzionato al Barbera. «Siamo partiti bene. Il lato positivo è che abbiamo approcciato nel modo giusto la gara in uno stadio tosto: giocare fuori casa non è mai facile, a Palermo e davanti a trentamila persone lo è ancora meno». Un passo avanti rispetto al recente passato: «Già due partite fa, a Cremona, non avevamo approcciato al massimo. Oggi abbiamo dimostrato che mentalmente e come squadra ci siamo, e ci portiamo a casa questo aspetto positivo». Resta però il rammarico per non aver chiuso i conti quando la gara sembrava indirizzata: «Si sa che se si tiene aperta la partita per novanta minuti contro una squadra così forte, con le individualità di cui dispongono, ci sta che ti possano fare gol in qualsiasi momento. Noi le nostre occasioni le abbiamo avute, anche belle e importanti, ma non siamo stati bravi a concretizzarle». Da qui il lavoro che attende il gruppo: «Lavoreremo su questo, così come su tanti altri punti. È stata una prestazione positiva, ma c’è ancora tanto da lavorare: torniamo, purtroppo con zero punti, abbastanza soddisfatti per la prestazione». Capitolo attaccanti, ancora a secco, nessun allarme: «Non importa quando arriveranno i gol dei nostri attaccanti, perché loro ci danno sempre una grossa mano vincendo i duelli e tenendo su i palloni. La Serie B di quest’anno è ancora più difficile rispetto agli anni passati, quindi l’importante è che qualcuno faccia gol». E la fiducia non manca: «Quando arriveranno, lo faranno nei momenti giusti e quando ci serviranno di più. Abbiamo attaccanti forti, c’è piena fiducia in loro: sotto quel punto di vista siamo tranquilli».
Ora, con la sosta delle nazionali, mister Antonio Calabro avrà due settimane di tempo per correggere ciò che non è andato, a partire dalla sterilità del reparto offensivo: al momento nessuno degli attaccanti in rosa ha segnato. La speranza è di recuperare Artistico — la punta su cui il club ha investito e da cui ci si attende molto — in vista di domenica 11 ottobre, quando all’Euganeo arriverà proprio l’ex squadra del tecnico biancoscudato: la Carrarese.