Monselice. Cercasi volontari per il Centro servizi per anziani
Ventitré negozi del centro espongono i lavori degli ospiti del Centro servizi per anziani. Il direttore Stefano Guerra lancia un appello: «Ci piacerebbe far nascere un gruppo di amici del Csa».
È una realtà ben radicata nel territorio, quella del Centro servizi per anziani di Monselice, che con la sua presenza sa creare un dialogo fra enti e associazioni diverse, instaurando un legame transgenerazionale di grande valore. Una delle ultime iniziative è la mostra “Arte in vetrina: un ponte che unisce”, allestita in questi giorni in centro storico con la collaborazione di 23 negozi che hanno esposto le opere realizzate dagli anziani durante un percorso educativo di stimolazione espressiva. Le vetrine non espongono solo il frutto di tanto lavoro realizzato con non poca fatica, ma anche le foto degli autori, orgogliosi del loro messaggio di speranza nel futuro. A ciò si aggiunge la collaborazione con gli istituti superiori, accogliendo ragazzi che assolvono provvedimenti disciplinari affiancando gli educatori per qualche giorno e quella con la Comunità San Francesco, che si occupa di recupero da forme di dipendenza. Ospitando persone in fase di reinserimento sociale, il contatto con gli anziani diventa una forma terapeutica, che nell’assistenza permette di restituire quanto si è ricevuto. «Per noi è importantissimo poter avere un aiuto dal volontariato – afferma il direttore Stefano Guerra – ma purtroppo queste persone restano di solito pochi mesi, e non riusciamo ad avere una continuità di servizio». La struttura ospita 150 persone di cui 120 non autosufficienti; usufruiscono della forma co-housing solo una piccola parte, gli altri hanno bisogno di essere trasportati, sia per gli spostamenti interni che per visite mediche esterne. «L’ideale sarebbe poter far nascere un gruppo di amici del Csa – auspica il direttore – che saremmo pronti a sostenere. Sono molte le mansioni richieste, anche a seconda della predisposizione di ognuno, dall’affiancamento alle educatrici per i laboratori all’aiuto agli operatori sociosanitari; o anche solo dei guidatori per il trasporto di pazienti o provette da portare all’ospedale». Presto la struttura disporrà di una nuova sala: «Siamo pronti a metterla a disposizione per mostre o riunioni, ma ci piacerebbe ci fosse in cambio anche un po’ di tempo da dedicare al Centro».