Fatti
Martedì 27 ottobre ha toccato quota 240 firme l’appello “Per una Padova civica”, promosso da alcuni esponenti del mondo universitario, del volontariato e dell’associazionismo come Matteo Mascia, Marco Piccolo, Davide Pettenella, Guido Turus, Paolo Gubitta.
«Quest’estate ci siamo parlati con alcuni amici e colleghi – puntualizza Matteo Mascia, coordinatore del Progetto Etica e Politiche ambientali presso la Fondazione Lanza e coordinatore veneto di AsVeSS (Associazione Veneta per lo Sviluppo sostenibile) – dopo che sui giornali erano usciti un po’ di riflessioni sui temi della città. Stiamo andando verso le elezioni e abbiamo un’amministrazione uscente che ha lavorato per dieci anni. Ma, al di là delle opere, non avvertiamo il sentiment di un dibattito su cosa vogliamo fare nei prossimi anni e su quali siano le linee guida di una nuova amministrazione che, in continuità con l’uscente, sappia iniettare un nuovo entusiasmo, un nuovo impegno, nuove visioni. In un mondo che non immaginavano neppure: con la guerra alle porte, il genocidio a Gaza, la crisi climatica. A ottobre ci siamo ritrovati – continua Mascia – ed è nata l’idea di scrivere un appello. Per favorire l’innesco di una discussione collettiva, con tutti i soggetti che ci stanno. Noi non vogliamo solo sentire, ma mettere insieme e formulare idee e proposte».
Da mesi il Pd sembra oscillare tra le candidature di Andrea Micalizzi e di Antonio Bressa. «Fin qui non c’è stata nessuna comunicazione ufficiale. Nessuno mette in dubbio che siano bravissime persone – insiste Mascia – ma non si va a votare in base ai nomi delle persone, bensì se siamo coinvolti nelle idee e nelle proposte. Storicamente, nel bene e nel male, Padova è stata un laboratorio. Civitas è nata a Padova, così come Banca Etica. La norma “Pace e diritti umani negli statuti comunali” è stata concepita a Padova nel Centro fondato da Antonio Papisca. E ancora sono nati qui il Cuamm, la Cooperativa Giotto, Ristretti Orizzonti: mondi lontani tra loro che operano in modo innovativo. Padova è stata, prima in Italia, anche capitale europea del volontariato».
Inoltre Padova è una delle nove italiane, su cento in Europa, che si sono date l’obiettivo di raggiungere la neutralità carbonica entro il 2030: «Quando parliamo di sostenibilità parliamo di giustizia sociale e di povertà. Anche di povertà energetica. E se vogliamo raggiungere la neutralità carbonica una delle prime azioni da fare è l’efficientamento energetico delle case, partendo proprio da chi ha meno risorse».
Ma c’è un candidato civico pronto a scendere in pista? «Noi in questo momento – sottolinea Mascia – vogliamo ragionare sui contenuti. Se in questo percorso vengono fuori una o più figure che possono essere interessanti, ma anche disponibili, questo sarebbe un bel frutto di questo percorso. Poi si ci si confronterà con le forze politiche, che hanno le loro aspirazioni e ambizioni. Se vogliamo non solo vincere le elezioni, ma anche convincere i cittadini, bisogna aprire il coinvolgimento delle persone. Non dobbiamo fermarci alle forze che in questo momento stanno governando la città. L’esperienza di Giordani, soprattutto nel primo mandato, è quella di un civico che ha saputo tenere insieme mondi diversi. Forse, dopo dieci anni, c’è pure l’esigenza di pensare a figure nuove, a facce nuove. Dobbiamo ritrovare l’entusiasmo».
I firmatari dell’appello intendono promuovere nelle prossime settimane dei momenti di confronto con altre realtà cittadine, di ambito civico, impegnate sui territori, per individuare insieme quattro-cinque priorità da sottoporre all’attenzione del candidato sindaco o dei candidati sindaci. «Coalizione Civica e Padova Insieme hanno espresso un riscontro positivo al documento. Anche il Pd ha manifestato un’apertura. Sicuramente questa nostra iniziativa ha mosso un po’ le acque. Ribadisco però che noi non ci siamo trovati per fare un’ennesima lista civica; in campo ci sono già delle realtà civiche importanti, che hanno fatto bene. C’è piuttosto la volontà di favorire un dibattito vivo nella città. Prima incontreremo le realtà del territorio; poi tra novembre e dicembre un appuntamento aperto con un folto pubblico».

Nelle altre province su cui insiste la Diocesi di Padova, nel Vicentino andranno alle urne Montegalda, Rotzo, Romano d’Ezzelino e la città di Thiene.
Nel Veneziano, si preparano al rinnovo delle loro amministrazioni Campolongo Maggiore, Chioggia, Dolo (nella foto), Fiesso d’Artico, Vigonovo, Campagna Lupia.
Nel Bellunese, si voterà a Fonzaso.