Idee
Da numerose settimane il “caro energia” è la prima notizia dei nostri telegiornali. Il prezzo della benzina e degli altri carburanti è alle stelle e, se non si risolverà il conflitto fra Usa e Iran prima della stagione invernale, ci aspetta un forte inasprimento anche delle spese di riscaldamento. Questa situazione emergenziale va ad aggiungersi ad una congiuntura economica che vede milioni di famiglie italiane nella oggettiva difficoltà di arrivare alla fine del mese. Si tratta di una condizione che non può dirsi ancora di vera e propria povertà, ma che impone una seria attenzione da parte delle istituzioni e contemporaneamente chiede alle famiglie di organizzare in modo sempre più oculato le loro spese. Vi è la necessità che tutti i membri del nucleo famigliare acquisiscano una sempre maggiore consapevolezza del proprio consumo e per questo è indispensabile l’educazione e la trasmissione del sapere che i genitori possono esercitare verso i figli. È fondamentale che i principi del consumo critico siano al centro del discorso famigliare, che in casa si parli di quali possono essere le aree di maggiore difficoltà e che tutti siano responsabilizzati nelle loro scelte. Si tratta di puntare all’essenziale, individuando le spese superflue a cui è possibile rinunciare senza perdere la serenità di fondo. Per fare solo un esempio, si possono ridurre le uscite al ristorante o in pizzeria, approfittando dei servizi a domicilio. In questo modo si può godere del mettersi a tavola insieme, magari con parenti o amici, evitando le spese del locale. Sul fronte alimentare è possibile prediligere i prodotti a km 0, oppure tanti elementi del carrello della spesa scelti fra quelli di varie sottomarche su cui incide meno il costo della pubblicità. Quest’ultima è determinante nel prezzo di indumenti, materiale scolastico e molte altre voci. Sappiamo bene che, ad inizio d’anno, una voce di spesa molto gravosa è quella dei libri di scuola, su cui è difficile risparmiare, salvo il residuale spazio dell’usato. Per questo è opportuno riuscire a ridurre su altro come, per esempio, zaini, astucci, quaderni e materiali di cancelleria che, se privi di elementi di merchandising, costano decisamente di meno. Per quanto riguarda l’abbigliamento, maschile e femminile ormai senza distinzione, anche in questo settore è possibile fare delle scelte oculate. I ragazzi possono essere educati a non far dipendere le loro opzioni dalla moda corrente. Se vi è una linea firmata che gode del favore del momento, facilmente in classe o per il quartiere si diffonde la presenza di quel marchio perché capace di creare uno status symbol. È segno di maturità saper essere superiori e non dipendere dalla tendenza maggioritaria. Bisogna che, fin da adolescenti, i figli capiscano che la felicità non può derivare da un indumento o un accessorio al posto dell’altro. Oggi, un oggetto che catalizza molta attenzione da parte dei ragazzi è lo smartphone. Esso, con l’avanzare della tecnologia, è diventato molto più che un telefono, è un portale sul mondo, attraverso la Rete, che permette al suo possessore di connettersi con gli altri, apparentemente prima e più facilmente che con la relazione interpersonale. La scelta del cellulare diviene così fondamentale, ma anche essa può liberarsi dalle strettoie di un consumismo esasperato che suggerirebbe di puntare sempre sul nuovo e più sofisticato modello. Più che insistere con i genitori per puntare a quello più caro, è possibile scegliere quello più funzionale e con solo le caratteristiche essenziali. A seguire si potrebbero evidenziare altri ambiti in cui un sano discernimento famigliare può portare ad interrogarsi se quel bisogno sia sano e reale o se può essere trascurato perché indotto da fattori secondari. Molto più gratificante di un acquisto oneroso è sentirsi parte attiva della famiglia e coprotagonista nel contribuire al bilancio famigliare con la propria scelta alternativa.