Idee
Studenti e disagio. Non è raro, ormai, trovare notizie di cronaca che ci restituiscono un’abbinata del genere. Talvolta segnata dai tratti della tragedia.
Si pensi ad esempio agli episodi avvenuti in alcune scuole italiane con studenti giovanissimi che si sono scagliati contro i loro docenti, ferendoli anche gravemente.
Naturalmente ogni episodio è a sé e le motivazioni possono essere le più diverse, così come molto problematiche sono le implicazioni legate a possibili pressioni esterne, spesso dovute al mondo di internet e alla dipendenza dagli smartphone. Tuttavia sono tanti i segnali che ci ricordano – e non è una novità di oggi – come la realtà del “disagio” sia in qualche modo legata al mondo degli adolescenti, i quali attraversano un periodo complicato dell’esistenza che può avere anche passaggi molto critici e che chiede, da parte degli adulti, una attenzione speciale.
E’ come se la sensibilità delle ragazze e dei ragazzi adolescenti fosse particolarmente acuita, al punto che alle provocazioni della realtà spesso reagiscono in modo accentuato. Quando – è bene ricordarlo, perché anche questo è un problema – non avviene il contrario, cioè un assopimento della sensibilità e delle reazioni, anche questo un fenomeno ben osservato e legato di nuovo alla dipendenza da un mondo digitale pervasivo e anestetizzante.
Gli adolescenti di per sé sono capaci di grandi slanci e di ideali, nel bene e nel male, senza troppi calcoli. Ed una realtà da ben conoscere da parte di chi educa – i genitori e il mondo della scuola specialmente – così da aiutare a incanalare energie e passioni in un percorso di crescita senza troppi “incidenti”.
Sempre la cronaca aiuta a riflettere: i disordini legati alla protesta dagli studenti in Francia, ad esempio, sono una provocazione significativa. Grandi motivi in partenza – la richiesta di maggiori risorse per l’istruzione, di strutture rinnovate e la copertura delle cattedre scoperte (cose sacrosante, verrebbe da dire) – e insieme esplosioni incontrollate anche di violenza. Le notizie parlano di 400 istituti bloccati tra Parigi e Lione, scontri con le forze dell’ordine, oltre 100 feriti. A Marsiglia, addirittura – riferiscono i media – il liceo Victor-Hugo, nel terzo arrondissement, il dirigente scolastico, il suo vice e altri membri dello staff direttivo sono stati aggrediti e cosparsi di benzina. Una ventina di persone, in gran parte minorenni, è stata fermata dalla polizia.
Sono notizie ed episodi di cui vale la pena parlare. Anche nelle aule scolastiche. Confrontarsi con la realtà, con l’aiuto di adulti competenti, aiuta a cogliere indicazioni e stimoli per la crescita. Non sono divagazioni dai programmi scolastici, ma integrazioni che possono aiutare in una scuola che ha a cuore lo sviluppo integrale e tematizza tra l’altro l’educazione civica, la corresponsabilità nella costruzione della società.
Un’altra vicenda di questi giorni che potrebbe rientrare in una riflessione scolastica è quella che riguarda la condannata a morte americana, sopravvissuta a ben due iniezioni letali, dopo aver passato 30 anni in un penitenziario nel Tennessee. Cosa dice a proposito della giustizia, dello Stato, del valore della vita e della persona umana?
Vale la pena di solleticare i nostri adolescenti con temi forti, che possano attivare la loro capacità di appassionarsi e di sentirsi protagonisti. Farlo a scuola, dove c’è la possibilità di percorsi guidati e sicuri, aiuta a prevenire tanti sbandamenti, a costruire e rafforzare le capacità critiche, intellettuali ed emotive dei più giovani, aiutandoli a superare con profitto quel “disagio” che è tipico dell’età.