Idee
Con l’inizio del periodo estivo può succedere che i membri delle famiglie si dividano secondo le diverse attività che vanno a svolgere. I primi tempi, per esempio, può darsi che i genitori lavorino ancora, mentre i figli hanno già finito le scuole. In questo caso sono importanti le esperienze dei Grest, i Centri Estivi, o altre iniziative sia delle parrocchie, sia di altri enti. È poi la volta dei campi Scout o delle route; dei campi di lavoro di tante realtà di volontariato, sia cattoliche, sia laiche… Quando i figli sono ancora piccoli si dà la possibilità per alcuni di trascorrere del tempo con i nonni se questi dispongono di una casa di vacanze; quando invece i ragazzi iniziano ad essere in grado di viaggiare da soli – per esempio per festeggiare dopo la maturità, eccoli cimentarsi in trasferte in Italia e all’estero, in piccoli gruppi di amici, con la gioia e la responsabilità del saper stare insieme in autonomia. Di pari passo, man mano che i figli non hanno più bisogno di essere accuditi, i genitori trovano degli spazi di libertà che possono decidere di vivere in coppia da soli, per un viaggio o una villeggiatura, oppure partecipando a corsi, gruppi, seminari per adulti che approfondiscano tematiche legate alla spiritualità, all’antropologia e alla vita famigliare Se queste divaricazioni sono caratteristica dell’estate, lo sono ugualmente i giorni, pochi o tanti, in cui le famiglie cercano di riunirsi e godere insieme un tempo di riposo. Quanto più i ragazzi crescono, tanto più è difficile ritagliarsi uno spazio sul calendario in cui essere al completo, ma lo sforzo che si cerca di fare per venirsi incontro è spesso ripagato da un felice arricchimento reciproco. È durante questo ritrovarsi che si creano le condizioni migliori perché la famiglia cresca nel suo complesso e trovi sempre maggiore armonia. Quello che è auspicabile è che, in questo tempo, adulti e giovani si aprano al confronto e non diano per scontati gli insegnamenti e i valori appresi nelle diverse esperienze fatte. Soprattutto in ambito spirituale si è consapevoli che la fede si alimenta attraverso le testimonianze reciproche. Se inizialmente sono i genitori che con il loro esempio tracciano una direzione possibile anche per il cammino dei figli, quando questi divengono grandi, sono loro stessi che possono incoraggiare e sostenere con la freschezza e l’entusiasmo i padri e le madri. Si tratta, per ciascuno, di interpellare la propria coscienza e fare discernimento per dirsi e dire a che punto ci si trova del proprio cammino spirituale. La coppia di sposi ha modo di “sedersi” e confrontarsi sulla strada percorsa, gli errori, gli ostacoli, le cadute e i progressi, la crescita nell’affiatamento reciproco. Anche i figli sono chiamati a rispondere alla domanda sullo stato della loro fede perché i genitori, prima ancora di padrini e madrine e dell’intera comunità, hanno assunto una responsabilità sulla crescita anche interiore dei loro ragazzi ed hanno diritto di chiedere e di sapere. Spesso – più di frequente, in adolescenza, dopo aver ricevuto la Confermazione – i giovani abbandonano la Chiesa e i sacramenti e non praticano più, neanche con la frequentazione della Messa domenicale. Non di rado questo è motivo di dolore e apprensione per i genitori, ma in ogni caso non si deve lasciare che si crei una distanza di non detto e di rassegnazione nel dialogo con i figli. Anche senza pretendere che le cose cambino da un momento all’altro, non bisogna lasciare l’argomento in sospeso, ma affrontarlo – magari appunto nella quiete dell’estate – e chiedere ragione delle scelte fatte da ciascuno. Una famiglia unita la si riconosce non se per forza tutti i membri sono uno a fianco dell’altro a Messa la domenica o nelle occasioni della vita comunitaria, quanto piuttosto se fra essi circola quella condivisione ed apertura reciproca, fatta di affetto e comprensione. L’augurio è per tutti di trovare, durante questa estate, le giuste oasi di tempo e di spazio per conoscersi, sostenersi e crescere insieme.