Roma Film festival. In scena classici senza tempo con “The Return”, “Il Conte di Montecristo” ed “Eterno Visionario”

Il ritorno dei classici, declinati con lo sguardo del presente. Alla 19a Festa del Cinema di Roma, nel quarto giorno, protagonisti i grandi autori della letteratura europea: Omero, Alexandre Dumas e Luigi Pirandello. Il primo è omaggiato nel film “The Return. Il ritorno” di Uberto Pasolini, che racconta il rientro a Itaca di Odisseo, segnato dalla guerra di Troia, da un viaggio estenuante e dall’amarezza nel vedere la sua casa sotto assedio. Film che brilla per il cast di cui sono capofila Ralph Fiennes e Juliette Binoche. Ancora, rivive sullo schermo il romanzo di Dumas “Il Conte di Montecristo” in una serie diretta da Bille August e su copione di Sandro Petraglia, con Sam Claflin e Jeremy Irons. Infine, è dedicato a Luigi Pirandello il nuovo film di Michele Placido “Eterno visionario”, il racconto della vita e dell’arte dello scrittore-drammaturgo siciliano a partire dal 1934, anno del Premio Nobel. Protagonista un sempre ottimo Fabrizio Bentivoglio

La canonizzazione di Elena Guerra e il “canone” dello Spirito Santo

“L’apostola dello Spirito Santo” è stata profetessa di tempi nuovi. Il suo profetismo non si è certo esaurito; anzi, oggi, con la sua canonizzazione, ritrova attualità e slancio. La santa parla alla Chiesa di Francesco ricordando fortemente, come fece al tempo di Leone XIII, che non possiamo fare a meno dello Spirito Santo, della sua immensa e sempre nuova e sfidante grazia; che abbiamo il dovere di passare dall’implicito di una fede che è non è solo dogmatica, ma anche carismatica, all’esplicito di una missionarietà cristiana che interessi e comprometta tutti i discepoli di Cristo

Card. Marengo: “Giuseppe Allamano continua a indicarci il Figlio Gesù”

I santi incarnano nella loro esperienza umana un particolare aspetto del mistero di Cristo e della Sua Chiesa. Per il santo Giuseppe Allamano questo aspetto particolare è la Missione, soprattutto quella cosiddetta ad gentes, cioè destinata a chi ancora non conosce Cristo e vive in condizioni in cui la possibilità di incontrarlo dipende in gran misura dalla presenza dei missionari e delle missionarie

La canonizzazione di Giuseppe Allamano e il racconto del miracolo a Sorino Yanomani

La canonizzazione di colui che possiamo definire un vero e proprio “rivoluzionario della missionarietà”, per l’intuizione che l’annuncio del Vangelo doveva avvenire nel dialogo con le lingue e le culture di ciascun popolo, avviene anche grazie alla guarigione miracolosa di un indigeno, Sorino Yanomami, un non cristiano, che vive nel Roraima, vasta regione in cui il Vangelo è entrato soprattutto grazie alla congregazione della Consolata