Alla 50ª Settimana sociale dei cattolici in Italia si discute di democrazia, cittadinanza, centralità di valori ispirativi e di buone prassi politiche. Ma alzando gli occhi verso la scena internazionale emerge una realtà tutt'altro che rassicurante. E l'Italia a che punto è?
In risposta alla rapida trasformazione digitale che sta colpendo le società europee, la “Youth Net” – la Rete Giovani – della Commissione delle Conferenze episcopali dell’Unione Europea (Comece) ha pubblicato un documento, intitolato “Digital Challenges for Families in Europe”, in cui si sottolinea “la necessità che i decisori politici dell’UE diano priorità ai valori della famiglia e dell’etica cristiana nell’era digitale”.
Il presidente ungherese Viktor Orban vola a Mosca e incontra Vladimir Putin per discutere dei dettagli sulle proposte per la pace in Ucraina. Un incontro a titolo personale quello di Orban, privo di un mandato europeo, come hanno subito commentato da Bruxelles, e che stona con l’inizio recente del semestre di presidenza ungherese del Consiglio d’Unione europea.
“Gli amministratori locali presenti a Trieste, provenienti dai più diversi territori e da differenti collocazioni politiche, sono sinceramente grati al Comitato promotore per aver previsto quest’anno fra gli elementi di novità della Settimana sociale anche la presenza come delegati di alcuni rappresentanti di chi si impegna attivamente nell’animazione politica e amministrativa delle nostre comunità”.
"Ricercare e ricreare le condizioni per un nuovo protagonismo culturale, sociale e politico dei cattolici, permettendo a una nuova generazione di leader di esserne interpreti, per colmare il vuoto di pensiero, di senso, di idealismo, di fede, d’impegno per contrastare la progressiva afasia pubblica dei cattolici e l’irrilevanza sociale della nostra laicità cristiana" Lo dice al Sir Salvatore Martinez, presidente di AnimAzione. L'evento di Trieste è stata l'occasione per presentare buone prassi, come Lab.Ora e Cuori pensanti.
“Da Trieste, città affacciata sul Mar Mediterraneo, crogiuolo di culture, di religioni e di popoli diversi, metafora di quella fratellanza umana cui aspiriamo in questi tempi oscurati dalla guerra, possa scaturire un impegno più convinto per una vita democratica pienamente partecipata e finalizzata al vero bene comune”.
“I cristiani non si differenziano dagli altri uomini né per territorio, né per il modo di parlare, né per la foggia dei loro vestiti. Infatti non abitano in città particolari, non usano qualche strano linguaggio, e non adottano uno speciale modo di vivere. […] Risiedono in città sia greche che barbare… Abitano ognuno nella propria patria, ma come fossero stranieri… Osservano le leggi stabilite ma, con il loro modo di vivere, sono al di sopra delle leggi. Amano tutti, e da tutti vengono perseguitati… I cristiani rappresentano nel mondo ciò che l’anima è nel corpo”.
Il Piccolo Cottolengo di Don Orione si trova in via Ippolito 9 a Santa Maria La Longa (Udine), sulla strada che collega Udine a Palmanova. Ma in questi giorni si è “trasferito” a Trieste, nei Villaggi delle buone pratiche a disposizione di cittadini e convegnisti della Settimana sociale, nella parte degli stand dedicati alla disabilità intorno a piazza Ponterosso.
“Implementare un modello di Welfare Culturale di accoglienza, fruizione ed inclusione, che incida sul benessere individuale e sociale misurato con strumenti di valutazione validati, utili al miglioramento della qualità di vita delle persone tutte, nessuna esclusa”.