“Dio non solo cammina con il suo popolo, ma anche nel suo popolo, nel senso che si identifica con gli uomini e le donne in cammino attraverso la storia – in particolare con gli ultimi, i poveri, gli emarginati –, come prolungando il mistero dell’Incarnazione”.
L'iniziativa del Cartello sociale al quale aderisce la diocesi. Tra i cittadini anche l'arcivescovo Damiano: " Vogliamo fare sentire la nostra voce non contro qualcuno, ma in favore dell'acqua, per una equa distribuzione"
Noi Cristiani non ci dobbiamo mai dimenticare che abbiamo ancora un vero grande potere, il potere della Parola della Croce, che nella solennità del Corpus Domini si mostra come Corpo donato e amore fatto cibo. Una Parola potente capace di spezzare i cuori di pietra e di resuscitare i morti alla speranza. Dobbiamo soltanto trovare ogni anno il coraggio di uscire, ed essere per i nostri fratelli più ignari ed estraniati il segno di un popolo che crede all’amore, e lo fa circolare per le strade della loro (e della nostra) città
“L’uomo non si può dare da se stesso questa guarigione, ha bisogno di essere guarito”, spiega al Sir il teologo che prenderà parte al Congresso eucaristico internazionale di Quito, a settembre: “Nell’affermazione di Matteo, ‘fraternità per guarire il mondo’, da cui è nato il documento base tradotto in diverse lingue e promulgato dalla Conferenza episcopale dell’Ecuador, è espressa questa necessità di riconoscersi malati. Se non si parte da questo e si parte dall’autosufficienza non arriveremo mai a una fraternità vera, capace di rispondere alle tante ferite che stiamo vivendo”
“Vi invito a pregare per il Sudan, dove la guerra che dura da oltre un anno non trova ancora una soluzione di pace. Tacciano le armi e, con l’impegno della Autorità locali e della Comunità internazionale, si porti aiuto alla popolazione e ai tanti sfollati; i rifugiati sudanesi possano trovare accoglienza e protezione nei Paesi confinanti”.
“New York - Tirana Bagels” è una impresa sociale di Tirana dove lavorano una decina di donne sopravvissute alla tratta di persone. È sostenuta da finanziatori americani e supportata da organizzazioni albanesi che aderiscono alla rete delle religiose anti-tratta Talitha Kum. Ce ne parla Anxhela Bruci, che da bambina ha sperimentato in Grecia la dura vita dei migranti ed è stata testimone del lavoro forzato dei genitori. Ora è impegnata in prima persona nella lotta alla tratta tra le Youth Ambassador di Talitha Kum.
Presentata il 31 maggio a Treviso la seconda casa rifugio promossa dalla rete formata da Fondazione Maurocordato, Rotary club e Centro antiviolenza – Telefono Rosa e dedicata alla memoria di Vanessa Ballan, uccisa da un suo ex lo scorso dicembre. Il fratello Nicola: “Mia sorella sarà guida in questo luogo sicuro per tutte le donne che hanno bisogno di aiuto”. “Quello che noi stiamo vivendo non dovrebbe viverlo nessuno”, aggiunge. Di qui un appello: “Recuperiamo la nostra umanità”. Dal vescovo Tomasi l’auspicio che il progetto “possa essere di esempio per altre realtà e territori, nel fare rete e prendersi cura della vita, prendendo per mano chi soffre”