Quello che è riemerso dal fango. Come Faenza è cambiata

Mentre si cammina per le strade del Borgo, all’apparenza sembra di stare in una città come le altre. Per chi riesce a vederli, i segni dell’alluvione sono ben visibili, ma bisogna saperli cogliere. Dal silenzio che aleggia attorno alla scuola di musica in via Pellico, al piazzale della palestra Lucchesi che resta sempre mezzo vuoto, fino a quella saracinesca di fianco all’impresa edile Melandri ancora a mezza altezza. È possibile vedere però anche altri tipi di segni: un’abitazione alluvionata in via Cimatti ha ora un giardino ricoperto da rose e fiori, nati da quel fango che un anno fa sommergeva tutto. Come quelle rose, qui le attività cercano di ripartire.

Infermiere e mamme, Fnopi: “Subito la valorizzazione della professione”

La Giornata mondiale coincide quest'anno con la Festa della Mamma: gli infermieri sono per il 76% donne e oltre 270.000 sono mamme che devono conciliare questa professione impegnativa con i carichi familiari. Mangiacavalli (Fnopi): “Abbiamo bisogno di richiamare le istituzioni e la politica sul tema della carenza infermieristica, perché non è più un problema della nostra professione, ma del Paese tutto”

Myanmar. Mons. Shwe (Loikaw): “La pace sarà possibile solo quando giustizia e diritti umani saranno rispettati”

“La preghiera e il sostegno del Santo Padre, la sua vicinanza e la sua parola di pace sono sempre importanti per la popolazione sofferente del Myanmar”. L’appello di pace anche per il Myanmar lanciato mercoledì scorso da papa Francesco all’udienza generale è arrivato anche qui, nella regione di Loikaw, dove vive da “sfollato” il vescovo mons. Celso Ba Shwe. “La pace sarà possibile - aggiunge - solo quando la Giustizia e i fondamentali diritti umani saranno rispettati”

Migranti, “in Italia accoglienza senza prospettiva”. E si privilegia quella d’urgenza

Focus di OpenPolis. Originariamente la legge aveva previsto di affiancare al sistema ordinario (Sistema di accoglienza e integrazione – Sai) i centri di accoglienza straordinaria (Cas) attivabili dalle prefetture, anche d’urgenza. Logica vorrebbe quindi che il Sai copra gran parte delle necessità. Negli anni però questa impostazione è stata smentita. Così, a fine 2022, il sistema di accoglienza ordinario copriva solo il 35,7% dei posti