Azione Cattolica: Notarstefano, “non vogliamo rassegnarci alla guerra”

“La lettura dei segni dei tempi ci chiede un approfondimento dei fatti e dei dati storici, ma anche la fatica di capire come interpellano la nostra libertà, che di fronte ad essi è chiamata a un grado più intenso di responsabilità e di conoscenza, che passa attraverso un amore più autentico del bene e attraverso la sofferenza per ciò che lo contrasta e lo impedisce”. 

25 aprile, ritroviamo il significato proprio della festa

La festa del 25 aprile non può che essere di tutta la Repubblica, consapevole delle sue origini e dei suoi traguardi, ed è precisa responsabilità dei governi proporla come tale. Celebra la libertà, come base su cui sviluppare democrazia, giustizia sociale e sviluppo: il circuito virtuoso che ha permesso all’Italia di crescere e che oggi sembra essersi inceppato. Guardando alla sostanza culturale e morale, dunque politica, del 25 aprile, la priorità è riattivarlo.

Azione cattolica: sempre al servizio della Chiesa e del Paese

La storia dell’Azione cattolica italiana è intrecciata in modo stretto con quella del nostro Paese. Del resto lo dice l’anagrafe: l’unità d’Italia è datata 1861, i primi vagiti dell’Ac risalgono, grazie alla “Società della gioventù cattolica italiana” di Mario Fani e Giovanni Acquaderni, al 1867. Ma, in realtà, l’intreccio tra Ac e Italia va molto oltre alla carta d’identità e si snoda attraverso la storia e, soprattutto, si esplicita in volti e nomi di donne e uomini che hanno saputo dare molto alla Chiesa italiana e all’intero Paese