Terremoto a L’Aquila: don Pagniello (Caritas Italiana), “fare memoria, riconoscere solidarietà ricevuta, imparare da errori”

“Fare memoria di un evento è sempre l’occasione innanzitutto per pregare per quanti non ci sono più, per quanti hanno lasciato la vita sotto quelle macerie, ma è anche l’occasione per riflettere su tutto quanto poi è accaduto in quei giorni. Riconoscere la tanta fraternità, la solidarietà e la carità vissuta. È anche l’occasione per imparare dalla storia, dagli errori commessi, per capire quanto di poteva fare e si può ancora fare”. Così don Marco Pagniello, direttore Caritas Italiana, nel 15° anniversario del terremoto de L’Aquila

Anno della Preghiera. Lasciarsi toccare dalla preghiera del popolo di Dio

Papa Francesco ci raccomanda di essere pastori “che abbiano l’odore delle pecore”. Che bello quando uno di questi odori è anche l’odore della preghiera delle pecore. In questi anni ho scoperto che essere parroco vuol dire lasciarsi toccare dalla preghiera del popolo di Dio. Lasciarsi toccare dalle domande dalle implorazioni, dalle grida, dalla adorazione dalla sensibilità dei fratelli e delle sorelle che il Signore mi ha posto accanto e in qualche modo mi ha affidato.

Servizio sanitario nazionale. Viglietti (Comitato Settimane sociali): “Un bene da preservare e una grande responsabilità”

Nei giorni scorsi quattordici personalità del mondo della scienza e della ricerca hanno diffuso un appello – articolato attorno a 10 interrogativi – a difesa del Servizio sanitario nazionale. Di universalità delle prestazioni, carenza di risorse e lotta agli sprechi, rispetto e valorizzazione del personale, consapevolezza e partecipazione dei cittadini, rischi legati all’autonomia differenziata abbiamo parlato con il dottor Mario Viglietti, medico di medicina generale e membro del Comitato scientifico e organizzatore delle Settimane sociali dei cattolici in Italia

Servizio sanitario nazionale. Turati (Un. Cattolica): “Manca il dibattito su come si vogliono davvero spendere le risorse”

“Non credo che sia diffusa la percezione di alcune difficoltà del sistema, se non per la questione dei tempi di accesso. Aspetto sul quale tutti sono preoccupati”, afferma il docente di Scienza delle Finanze, secondo cui “non è discutendo se la spesa in termini reali, scontando l’inflazione, sia più o meno quella del passato che risolviamo i problemi”. “Posto che nessuno sarebbe contrario ad aumentare la spesa per la sanità pubblica, il tema è da dove si recuperano le risorse”, aggiunge “convinto che dovremmo attivare processi di revisione della spesa che ci consentano di spendere meglio”