Il Coro diocesano dei giovani. A servizio di chi prega

«Abbiamo animato l’ultimo saluto a Giulia Cecchettin – racconta don Mattia Francescon, assistente del Coro diocesano e direttore della comunità vocazionale presso Casa Sant’Andrea – Abbiamo condiviso un lutto che è stato accompagnato con tutti i mezzi in nostro potere: le voci, la musica, il pensiero». 

Irc: insegnamento che è occasione per tutti, senza esclusione e senza richieste di adesione di fede

“Una preziosa opportunità formativa, che arricchisce il percorso scolastico promuovendo la conoscenza delle radici e dei valori cristiani della cultura italiana”. Così definisce l’Insegnamento della religione cattolica (Irc) il consueto messaggio della Presidenza dei vescovi italiani in occasione delle iscrizioni scolastiche e in vista della scelta di avvalersi o meno di tale insegnamento. Vale la pena di sottolineare questa espressione, perché non solo coglie nel segno, ma in particolare riassume il significato profondo di una attività “ridisegnata” profondamente nel 1984, con il nuovo Concordato, dopo tanti anni di discussione e riflessione a proposito del ruolo di un insegnamento religioso nella scuola.

L’insegnamento della religione cattolica è patrimonio di tutta la scuola e non solo di una parte

È particolarmente significativo l’alto numero di adolescenti che scelgono l’Irc: generalmente non frequentano le parrocchie o i gruppi ecclesiali, ma non rinunciano a questo spazio libero di approfondimento e di confronto dentro la scuola. Inoltre, l’Irc è frequentata da alunni provenienti da altri Paesi, da contesti culturali e religiosi diversi dal nostro, a riprova del fatto che non si tratta di un’ora “dei cattolici”, ma di tutti coloro che desiderano conoscere il fatto religioso e accostarsi ad esso con curiosità, voglia di apprendere e spirito critico