La conta impossibile dei morti nel Paese dove i villaggi si spopolano e nei cimiteri aumentano le tombe

A due anni dall’inizio dell’aggressione russa, l'Ucraina oggi fa i conti con la morte. Con chi ha deciso di sacrificare la propria vita per il paese e non è più tornato a casa. Sono tantissimi. Il numero esatto dei sodati ucraini uccisi sul fronte non si conosce. È un tabù. Ma non c’è famiglia che non abbia subito un lutto nella cerchia anche strettissima dei parenti. E se i villaggi si spopolano di uomini, nei cimiteri aumentano purtroppo il numero delle tombe. Ce lo racconta Anna, una ragazza che vive a Kyiv ed ha 26 anni

In piazza Maidan una distesa ghiacciata di bandierine in onore dei soldati morti

La vita a Kyiv prosegue in maniera “normale”. La gente cammina per le strade. Prende la metropolitana. Va al lavoro. Ma è una normalità solo apparente. Il coprifuoco spezza le serate, anche di sabato sera. Parte a mezzanotte per finire alle 5 di mattina. Gli allarmi non smettono purtroppo di suonare. In piazza Maidan, laddove una folla di giovani ha combattuto per la libertà e i valori dell’Europa, ora si distende un prato verde dove dall’inizio della guerra su vasta scala, è stata piantata una bandierina per ogni soldato morto in battaglia

Medici in sciopero. Leoni (Fnomceo): “Ssn a rischio senza investimenti, nuove assunzioni e valorizzazione professionisti”

Medici, dirigenti sanitari e infermieri in piazza lo scorso 5 dicembre, e si replica oggi. “Il taglio delle pensioni è la miccia che ha acceso la protesta”, spiega al Sir il vicepresidente Fnomceo, ma è evidente il disagio che serpeggia in tutta la categoria: “Con una sanità ridotta ai minimi termini diventa sempre più difficile garantire cure e assistenza ai cittadini”