Ore 16 di domenica 19 novembre, mons. Giuseppe Alberti fa il suo ingresso in una Cattedrale gremita di persone, che si sono fatte presenti per accompagnarlo con la preghiera verso il nuovo incarico di vescovo della Diocesi calabra di Oppido Mamertina-Palmi. È il giorno ufficiale dell’ordinazione, il giorno delle forti emozioni e dei riti ecclesiali che ne fanno parte.
La Madonna delle Grazie di Piove di Sacco è, da lunga tradizione, punto di riferimento per i fedeli del territorio, ma non solo. Con decreto vescovile è stato “confermato” santuario
Non ha importanza quale modalità di preghiera si scelga, un corso di esercizi spirituali classico, o un momento di deserto personale lontano dai rumori della quotidianità.
Tempo di adesione. In un anno associativo segnato dal rinnovo delle cariche a tutti i livelli – parrocchiale, vicariale e diocesano – l’invito è, ancora una volta, a condividere con gli altri il proprio cammino di crescita nella fede
«Immagini, ma soprattutto alcuni eleganti dettagli delle stesse, tratte da opere di diverse epoche dell’arte cristiana – spiega don Gianandrea Di Donna, direttore dell’Ufficio diocesano per la liturgia – danno al nuovo libro Anno del Signore 2023-2024. Guida per le celebrazioni secondo il calendario romano proprio (in vigore dal prossimo 3 dicembre, prima domenica di Avvento) uno squisito sapore sacro ed evocativo, conforme allo stile del rito cristiano che mai propone alla Chiesa nette e verbose informazioni religiose o incombenti esortazioni moraleggianti, conducendola invece amorevolmente, per signa sensibilia e con l’efficacia dei più sublimi sentimenti umani, alla Pasqua del suo Signore.
Il Papa ha dedicato l'udienza di oggi al tema dell'annuncio. Prima di arrivare in piazza San Pietro, come ha rivelato lui stesso ai fedeli, ha ricevuto, in due momenti distinti, i parenti degli ostaggi israeliani nelle mani di Hamas a Gaza dal giorno del terribile attacco del 7 ottobre e un gruppo di familiari di palestinesi che soffrono per il conflitto nella Striscia
Dopo l’incontro questa mattina con Papa Francesco, la piccola delegazione dei familiari degli ostaggi israeliani detenuti a Gaza, hanno parlato alla stampa. Si sono presentati portando nelle loro mani le foto dei loro figli, nipoti, sorelle, che si trovano ancora nelle mani di Hamas. Al Papa hanno espresso la loro preoccupazione ma soprattutto l’appello affinché siano “liberati, il prima possibile. Ora”
“Tutti noi sentiamo il dolore delle guerre. Sapete che dalla fine della seconda guerra mondiale le guerre hanno imperversato in varie parti del mondo. Quando sono lontane, forse non le sentiamo con forza. Ce ne sono due molto vicine che ci fanno reagire: Ucraina e Terra Santa”.