Nagorno Karabakh: Caritas Internationalis e Armena, 200 morti e più di 400 feriti. 10.000 persone bloccate all’aeroporto di Stepanakert senza acqua e cibo

Ci sono vittime anche tra la popolazione civile. A denunciarlo è un Report della Caritas Internationalis sulla situazione in Nagorno Karabakh e sulle conseguenze dell’azione militare condotta dall’Azerbaigian contro la pacifica popolazione armena dell’Artsakh. Giunto al Sir tramite mons. Mikael Bassalé, amministratore apostolico dei cattolici di rito armeno, secondo l’Ufficio per la difesa dei diritti umani del Nagorno Karabakh, ci sono almeno 200 morti e più di 400 feriti. 

Corte Lenguazza: visite guidate fuori e dentro il ghetto

La corte Lenguazza, angolo nascosto del Ghetto, nel cuore di Padova, apre idealmente le sue porte nei giovedì di settembre, ottobre e novembre con percorsi guidati: le guide del Museo della Padova Ebraica, in collaborazione con il Comune di Padova, faranno esplorare storia e significato di questo spazio aperto, centro di scambio e di incontro, all’interno del quadrilatero ‘chiuso’ del Ghetto. La visita proseguirà con l’esplorazione del Ghetto ebraico e della Sinagoga di rito tedesco adiacente.

Concilio di Nicea, da 1700 anni cristiani uniti dalla fede professata e condivisa

Nel 325 d.C. a Nicea si tenne il primo evento ecumenico della storia della cristianità, da cui scaturì una professione di fede condivisa che da 1700 anni rappresenta per i cristiani un elemento in cui identificarsi e trovare unità. La Facoltà teologica del Triveneto propone un convegno sul tema, con approfondimento storico-teologico di Emanuela Prinzivalli e affondi su autori e territori di area aquileiese. Intervista a Chiara Curzel.

Teologia dal Mediterraneo. Presentato il Manifesto: “Tessere reti tra le Chiese e costruire la pace”

Da “culla di storia, religioni, migrazioni, scambi economici e culturali, percorsi di pace e di progresso” a simbolo di naufragio, sia dei migranti, che effettivamente perdono la vita, sia di civiltà: questo è quello che è accaduto al Mare nostrum. Teologhe e teologi di Paesi che si affacciano su di esso attraverso il documento s’impegnano affinché si cambi rotta nell’auspicio che “il Mediterraneo torni ad essere grembo di speranza: grembo e promessa di una fraternità possibile”