A seguito dei bombardamenti aggressivi e mirati ieri su tutto il territorio ucraino, è ritornato in Moldavia un flusso massiccio di rifugiati dall’Ucraina.
Il Consiglio dei ministri ha approvato un nuovo provvedimento. La riunione del governo si è svolta a Cutro, in Calabria, nell’evidente tentativo di rimediare alla mancata presenza di membri dell’esecutivo nei giorni successivi alla tragedia. Vediamo i passaggi principali del decreto così come sono stati presentati nel comunicato di Palazzo Chigi, in attesa di conoscere il testo effettivo che sarà pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale.
Il presidente, padre Camillo Ripamonti: “Ieri a Cutro abbiamo assistito alla presentazione di una serie di proposte senza regia, che raccontano il volto di una politica priva di una visione d'insieme sul tema migratorio. Le persone scappano dalla guerra, da regimi illiberali e da miseria. Evitare le partenze non è possibile è non può essere la soluzione”
La segretaria della Cgil, Tania Scacchetti, sul dl migranti approvato ieri dal Consiglio dei ministri: “Invece di invertire la rotta di politiche migratorie sbagliate, che purtroppo hanno causato anche il naufragio di Cutro, si prosegue sulla stessa linea dei provvedimenti degli ultimi anni, con una visione che criminalizza lo straniero. E anche quando ammette la migrazione economica, lo fa con approccio discriminatorio e selettivo”
I dati Unioncamere. L’imprenditoria di origini straniere è da tempo un dato strutturale del sistema produttivo italiano. Alla fine del 2022 le imprese con una prevalenza di soci e/o amministratori nati al di fuori dei confini nazionali sfioravano le 650 mila unità, poco più del 10% dell’intera base imprenditoriale. La rincorsa e il dinamismo degli stranieri non bastano però a fermare il declino delle imprese create da italiani (-130 mila)
La riflessione dell’associazione in merito alle nuove misure adottate nel Consiglio dei ministri svoltosi ieri a Cutro: “La narrazione delle persone migranti è passata dal rappresentarli prima come i poverini, poi come criminali e ora come colpevoli"
L’organizzazione ritiene che il decreto approvato dal Consiglio dei ministri sia una soluzione di natura securitaria che non eviterà le morti in mare. Bertotto: “Se le istituzioni italiane ed europee intendono davvero prevenire catastrofi nel Mediterraneo è indispensabile che rafforzino la capacità di ricerca e soccorso in mare, ad esempio attraverso l’attivazione di una operazione dedicata”