Quinto appuntamento, martedì 28 febbraio, con i Martedì culturali del Centro universitario di Padova (via Zabarella 82 a Padova), dedicati quest’anno al tema CHIUNQUE– incontri culturali del martedì #tuesday for future 2022-2023Il filo conduttore di quest’anno intreccia il tema della fraternità ispirato dall’enciclica Fratelli tutti di papa Francesco, per ricordare come “chiunque” sia nostro fratello o sorella.
“Non ci dobbiamo abituare alla guerra e alla violenza. Non dobbiamo mai rinunciare alla ricerca della pace. L’abitudine porta alla rassegnazione e si accetta la guerra come unica via possibile. Ma la vera vittoria è sempre la pace. Lo sforzo da compiere è aprire tutti gli spazi possibili per interrompere la logica della guerra, iniziata da un aggressore. Dialogo e giustizia, pace e giustizia devono andare d’accordo. Chi cerca la pace, trova anche la giustizia. Con l’insistenza della povera vedova, bisogna cercare la via della pace. E cercare la pace non è mai complicità con il male o arrendevolezza”.
A un anno dall’aggressione della Federazione Russa che ha provocato la guerra ancora in corso in Ucraina, il Presidente del Consiglio delle Conferenze Episcopali d’Europa, Gintaras Grušas, rinnova l’appello alla Comunità Internazionale perché si adoperi per far tacere le armi e fermare questo conflitto.
Attori che fanno la differenza, capaci di illuminare storie complesse e sofferte che meritano attenzione. È il nesso che lega due film in sala da giovedì 23 febbraio ora in corsa per gli Oscar. Il primo è “The Whale”, intenso e poetico dramma esistenziale diretto da Darren Aronofsky, che segna il ritorno di Brendan Fraser. Arriva poi in sala grazie a Lucky Red, il legal drama a sfondo storico “Argentina, 1985” di Santiago Mitre con un magnifico Ricardo Darín. Il racconto del processo che ha fatto la storia democratica dell’Argentina
Così l'organizzazione commenta le disposizioni del Decreto 01/2023 sulla gestione dei flussi migratori convertito in legge con il voto del Senato. “L’obiettivo del provvedimento non è gestire i soccorsi in mare, bensì limitare e ostacolare la presenza delle navi umanitarie"
L’analisi di Gimbe sulla base dei 22 indicatori del Nuovo sistema di garanzia del ministero. Con la pandemia peggiorate quasi tutte le Regioni, con la prevenzione che paga il conto più salato. In generale, Emilia Romagna in testa e Calabria in coda. Confermate le enormi diseguaglianze tra Nord e Sud
Un anno fa l’aggressione russa dell’Ucraina. Dopo 77 anni di pace, il 24 febbraio 2022, l’Europa si ritrova a vivere sul proprio suolo una guerra. In questo anno il mondo ha assistito ad una nuova corsa al riarmo, alla caduta del concetto di neutralità di alcuni Paesi e al ritorno della minaccia nucleare e a una possibile 'Guerra Fredda'. Ma stavolta il confronto non è tra Usa e Russia ma tra Usa e Cina. Che mondo ci sta consegnando questo conflitto? Lo abbiamo chiesto a Claudio Bertolotti, analista strategico, direttore esecutivo di Start InSight (www.startinsight.eu) ed esperto dell’Ispi (Istituto per gli studi di politica internazionale).
I dati delle Nazioni Unite. Negli ultimi 12 mesi, 17 milioni e mezzo di ucraini sono diventati completamente dipendenti dagli aiuti umanitari, altre 6,3 milioni di persone hanno dovuto lasciare le proprie case per sfuggire ai combattimenti, mentre oltre 7mila sono morte - di cui oltre 400 bambini, uno ogni 17,5 adulti - e 11.327 rimaste ferite