L'occasione è stata quella del tragico anniversario dello scoppio della guerra in Ucraina, ma durante la Marcia straordinaria per la pace, nella notte tra il 23 e 24 febbraio, sono stati ricordati anche tutti gli altri conflitti in atto e tutte le vittime. Ucraina, Siria, Yemen, Libia, Palestina, Myanmar, Afghanistan, Iraq, sono solo alcuni dei Paesi dove la violenza è all'ordine del giorno
“Quanto avete fatto è importante e anche quanto fanno, come voi, tante ragazze e tanti ragazzi in Italia, così come altrove in altri Paesi, praticando solidarietà, impegno comune, facendosi carico di problemi generali, capendo che non si vive da soli, ma si va insieme agli altri e ci si realizza insieme agli altri”.
A un anno dalla guerra in Ucraina, l'Unicef ha raggiunto oltre 100 mila rifugiati ucraini in Italia: oltre 15 mila con interventi diretti di protezione, prevenzione e risposta alla violenza di genere, supporto psicosociale e ai percorsi di formazione e inclusione, oltre 95 mila con informative online. Sempre dall'inizio dell'emergenza a oggi l'Italia ha ospitato oltre 173 mila rifugiati
Dall'inizio del conflitto in Ucraina sono stati uccisi 438 bambini e 851 sono stati feriti. La guerra colpisce in maniera drammatica i più piccoli. Questo l'allarme lanciato da Save the Children, nel Rapporto "Un pesante tributo: l'impatto di un anno di guerra sui bambini in Ucraina"
La presidente della Commissione ha pronunciato oggi, dalla capitale estone, un duro intervento sull'aggressione russa contro l'Ucraina. Un anno di guerra stanno rivelando - a suo dire - tutti gli errori dello Zar. Ma rimane la tragedia di un conflitto sanguinoso. "L'Unione resterà accanto al popolo ucraino". Promessi aiuti economici e altre armi. A Kiev parla di Zelensky. Nota congiunta dei 27 leader Ue. Mancano, però, parole di pace...
Il presidente Mattarella ha consegnato le onoreficenze a 30 ragazzi che si sono distinti in azioni solidali nell’ambito di un'accoglienza a ragazzi ucraini in fuga dalla guerra o attraverso altri gesti di amicizia, cooperazione, inclusione
I dati di un sondaggio di analisi socioeconomica della popolazione fuggita nel nostro Paese. Il 72% degli adulti intervistati ha una formazione universitaria, il 30% parla italiano, il 63% è in cerca di lavoro. Il 39% dei nuclei profilati include almeno una persona con vulnerabilità