L’idea fissa nella scuola è “prendere bei voti” onde avere riconoscimenti da quelli a cui teniamo, e se un mio compagno è in difficoltà lo posso pure aiutare, per carità, purché questo non penalizzi i miei di voti, come in quegli antipaticissimi frangenti in cui il secchione non aiuta i compagni in difficoltà non si sa perché, per principio, e viene pure elogiato per i suoi risultati (sulla carta). Ecco, di questi meriti i ragazzi, e la futura società che andranno a costituire, non hanno più bisogno, perché hanno creato quella attuale di società, fatta di atomi in competizione tra loro, che si aggregano per lo più solo per reciproca utilità. Valorizzare il merito ha senso, se tale riconoscimento avrà sempre più di mira le capacità collaborative e relazionali della persona, ripensando nel caso gli stessi parametri valutativi del rendimento. Questo potrebbe aiutare a capire sempre meglio che, solo in apparenza paradossalmente, la specificità di ciascuno sono gli altri
In Italia c'era già il Reddito d'inclusione, risultato di una lunga sperimentazione e di un confronto, tutto sommato proficuo, tra la politica e la società civile. Sarebbe stato fisiologico ripartire da questo livello.
Il nuovo capo dipartimento è Michele Sciscioli, subentra a Marco De Giorgi. Soddisfazione della Cnesc per il prossimo avvio di 71.741 volontari. Arci servizio civile: “Dipartimento, Regioni e enti chiamati a fare una capillare e corretta comunicazione verso i giovani e le famiglie”
La novità è contenuta nella bozza della legge di Bilancio: anticipo pensionistico con 35 anni contributivi e 60 anagrafici, ma solo in presenza di uno dei tre requisiti. Anticipo di un anno per ciascun figlio
“Legalizzare l'illegalità produce lutti e dolore. La reiterata e irresponsabile gestione del territorio dell'isola, con l'accelerazione provocata dagli effetti del cambiamento climatico, è diventata una bomba innescata e pronta ad esplodere”
Avere 22 anni, vivere a Mosca, studiare filosofia e pensare in modo diverso da come dice l’establishment nel 2022 è faccenda delicatissima, pericolosa. Al punto che la giovane che abbiamo conosciuto e intervistato con un collegamento streaming, ci ha chiesto di non dire il suo cognome né pubblicare una sua foto. Quella ragazza ha un nome paradossale, per i tempi e il luogo in cui vive: si chiama Nato, nome georgiano non insolito, perché il padre è georgiano, mentre la mamma è russa. Occhi luminosi, volto solare, grandi occhiali che non vogliono stare al loro posto, risponde generosamente alle domande dalla sua stanzetta piena di libri. Pensa a lungo prima di parlare, in alcuni passaggi la voce si incrina.
L’ennesimo sacrificio curdo sull’altare di “interessi superiori” mostra soprattutto l’accelerazione verso obiettivi profittevoli sfruttando défaillance e necessità altrui e incassando compensi trasversali.
Venti Comuni da tutta Italia faranno rete per promuovere le buone pratiche di accoglienza dei migranti già sperimentate con successo negli ultimi anni, per superare la logica dell’emergenza e andare verso un solido processo di integrazione.