La Giornata mondiale della filosofia compie venti anni

La Giornata mondiale della filosofia - celebrata la prima volta il 21 novembre 2002 - è un evento creato dall’Unesco ed è ricordata ogni anno il terzo giovedì di novembre. La giornata ha lo scopo di evidenziare l’importanza di questa disciplina - arte del pensare tra meraviglia, domande radicali e principi fondamentali - soprattutto per la formazione dei giovani, perché incoraggia lo sviluppo di riflessioni critiche e indipendenti, contribuisce a una migliore comprensione del mondo, richiama valori quali libertà, eguaglianza, democrazia, fraternità e pace

Giornata infanzia, Garante: “Non trattiamo i minori come criminali irrecuperabili, a partire dalla terminologia”

L’Autorità garante organizza a Roma un incontro e invita a dare sostegno alle vittime di minore età. Garlatti: “È necessario restituire spazio alle persone, andando oltre al semplice racconto dei fatti: autori e vittime non sono ciò che hanno commesso o subito. Riflettere sui problemi legati al disagio, alla devianza e al sistema penale minorile non è solo un’esigenza ma una responsabilità”

Tra blackout e missili al confine, la Moldova è alle prese con gli “effetti collaterali” della guerra in Ucraina

Il ministro degli Esteri, Nicu Popescu: "Ogni bomba che cade sull'Ucraina colpisce anche la Moldova e la nostra gente. Chiediamo alla Russia di fermare la distruzione ora". Mentre i missili russi colpivano la Polonia, i media moldavi segnalavano estesi blackout in buona parte del Paese, dal territorio della Transnistria alla capitale Chisinau. Ma non ci sono solo problemi alla rete elettrica. Ci sono anche gli allarmi bomba, l’aumento del costo della vita e della povertà, l'insofferenza della popolazione. Sono gli "effetti collaterali" della vicina guerra in Ucraina. Fattori diversi che si stanno incrociando e che inevitabilmente creano incertezza e tensione

Migranti e accoglienza, Actionaid: “Sconcerto per le parole del ministro Piantedosi”

Secondo l’organizzazione, “la lettura del sistema di accoglienza proposta dal ministro nell’informativa alle Camere utilizza ancora una volta la retorica dell’emergenza dietro la quale si nasconde un sistema che dal 2018 ha perso circa 70.000 posti. Occorre piuttosto chiarire che non c’è una reale programmazione e che si è scelto di non puntare sull’accoglienza pubblica in capo ai comuni, che ha standard ben più elevati dei centri straordinari”