Giornalismo. La guerra non è finita, continuiamo a tenere i riflettori accesi sull’Ucraina

La guerra che si combatte nel cuore dell’Europa è pressoché scomparsa dalle prime pagine dei quotidiani e relegata in quelle interne. Così come nei grandi tg nazionali occupa talvolta il quarto o quinto titolo di lancio. E spesso neppure quello. Scelte analoghe fanno le radio nazionali. Per non parlare dei social, quasi indifferenti al conflitto. La crisi del governo Draghi, le elezioni anticipate a settembre e l’orribile scia di una cronaca nera senza precedenti hanno preso il sopravvento e conquistato spazio nei titoli principali

Da Sarajevo all’Ucraina: la paura delle guerra. Kanita: “Ripetevano che non poteva succedere”

La situazione in Ucraina crea immediati parallelismi con la guerra che ha infiammato la Bosnia ed Erzegovina tra il 1992 ed il 1995: "Quando vedo le scene dall’Ucraina mi trovo subito nella città assediata, nella mia città assediata”, la testimonianza di Kanita-Ita Blazević, interprete che per i suoi servigi allo Stato italiano si è meritata anche l’onorificenza di Cavaliere

Gusto e profumo al cammino. “Il vino buono”, il calendario delle proposte formative 2022-2023

"Il vino buono" (Gv, 2,10) è il calendario delle proposte formative che l'Ufficio diocesano per l'annuncio e la catechesi ha elaborato per il prossimo anno pastorale per catechisti, educatori, accompagnatori e parroci. Gli incontri, molti meno rispetto agli anni passati per lasciare spazio anche alla partecipazione al Sinodo diocesano, vengono presentati nei contenuti e nelle strutture