Un migliaio di ucraini in Giappone: evento straordinario per una società tradizionalmente molto chiusa

“Prevediamo di accettare ucraini che abbiano parenti o conoscenti in Giappone, ma andremo oltre e affronteremo la situazione in una prospettiva umanitaria" è quanto dichiarava il premier Fumio Kishida il 2 marzo, a sei giorni dall’invasione russa dell’Ucraina. Da allora e fino a metà maggio sono stati circa 1.000 gli ucraini accolti dal Giappone ed il Governo li ha assistiti occupandosi del loro trasferimento e del loro sostentamento tramite sostegni economici, mentre amministrazioni locali e aziende private hanno collaborato per il reperimento di alloggi, l’inserimento scolastico dei figli delle famiglie evacuate, o l’apprendimento della lingua e l’individuazione di opportunità di lavoro

Rifugiati e sfollati, Unhcr: l’83% vive in Paesi in via di sviluppo o confinanti

Cifra record di sfollati e rifugiati nel 2022: 100 milioni, risultato di 49 conflitti mondiali. Erano 89,3 milioni a fine 2021. L'83% vive in Paesi in via di sviluppo o confinanti. Il 69% sono fuggiti da soli cinque Paesi: Siria (6,8 milioni), Venezuela (4,6 milioni), Afghanistan (2,7 milioni), Sud Sudan (2,4 milioni) e Myanmar (1,2 milioni). Chiara Cardoletti (Unhcr): "Non vogliamo solo accogliere ma anche integrare"

Macron “anatra zoppa”, la Francia e il futuro dell’Ue. Mentre Putin sorride…

Le legislative d'Oltralpe lasciano il Presidente francese senza la maggioranza assoluta per governare. Il leader di Ensemble! dovrà cercare alleati nella destra gollista, mentre esultano Mélenchon (sinistra di Nupes) e Le Pen (destra sovranista) per l'eccellente risultato emerso dalle urne. Altissima l'astensione, grande volubilità dell'elettorato. Quali i riscontri sul piano interno e in sede europea? Le fatiche delle democrazie liberali rafforzano i populisti antisistema e rincuorano Vladimir Putin

Progetto “Simbolo” per i giovani. Fondamentale la vicinanza degli adulti

«Due gli aspetti importanti di questo percorso – spiega don Paolo Zaramella – Le linee progettuali, infatti, sono state pensate guardando alla situazione attuale e al futuro prossimo delle nostre comunità cristiane. Cioè uno sguardo sui giovani di oggi e sull’importanza di riappropriazione e personalizzazione del cammino di fede e sul futuro prossimo, perché in un quadro dove la figura del presbitero residente non è scontata è importante riscoprire per gli adulti il loro compito e missione di testimoni della fede. Inoltre comunità dove non ci sono i giovani sono destinate a spegnersi».