Autismo. Bonsignori (Fia): “Al Papa i ragazzi hanno ricordato di non essere un peso, ma una risorsa”

Sinceri e semplici. Al cospetto di una persona altrettanto sincera e semplice come Papa Francesco. nella mattina del 31 marzo circa quaranta ragazzi con autismo o disturbi dello spettro autistico si sono trovati in Vaticano per un’udienza particolare. L’occasione è la Giornata mondiale della consapevolezza dell’autismo che si celebra il 1 aprile. “Tutto andrà al di là delle nostre aspettative”, era la previsione a proposito dell’incontro don Andrea Bonsignori, membro della Fondazione italiana per l’autismo e direttore scuole del Cottolengo. “In udienza – dice - avremmo voluto portare solo autistici. Ma non è stato possibile perché non possono stare da soli. Saremo quindi in 60, compresi i familiari e gli accompagnatori”

Povertà a Roma. Caritas, aumenta disagio psichico, solitudine e sfiducia. Una falsa ripartenza?

A fronte di povertà e difficoltà crescenti la Caritas di Roma ha attivi 184 Centri di ascolto parrocchiali, con oltre 25 mila persone prese in carico nell'arco di 18 mesi. 11.223 persone si sono presentate per la prima volta. Nelle tre mense Caritas sono stati distribuiti 553.074 pasti, per un totale di 41.577 persone mentre nei centri di accoglienza state ospitate 2.070 persone

Preti in prima linea, si rimane nonostante il pericolo a fianco della gente

La guerra ha cambiato in profondità anche la “geografia” fisica e spirituale della Chiesa in Ucraina. “Siamo diventati – osserva don Taras Zheplinskyi - una chiesa unita attorno al comandamento di amare Dio e il prossimo. Una Chiesa, che nonostante il pericolo, rimane e sceglie di stare a fianco della gente che soffre. Una Chiesa che cerca di proteggere e salvare la vita. Una Chiesa al servizio di tutti, nella società. Una Chiesa dove tutto è condiviso e se c’è una parte che soffre, tutti, in Ucraina e nel mondo, sentono e vivono quella stessa sofferenza”.

I profughi ucraini accolti alle porte di Varsavia. P. Luca: “La città è sotto pressione, la vera sfida è resistere nel tempo”

Nella comunità di Kielpin, municipalità di Lomianki, alle porte di Varsavia, sono circa 1500 i profughi attualmente accolti, per la stragrande maggioranza da parte di famiglie. Sono solo una piccola goccia dei 300mila ucraini che, stando a quando dichiarato dal sindaco Rafał Trzaskowski, sono stati registrati nell’area metropolitana, ma la loro storia racconta molto di una quotidianità che sta cambiando il volto della capitale polacca. A raccontare al Sir la quotidianità di una delle tante cittadine che costellano la cintura urbana di Varsavia è padre Luca Bovio, provinciale dei missionari della Consolata in Polonia: "Il numero dei profughi potrebbe essere ben più alto, ma c’è un limite che è fisico. Non è questione di volontà, ma a Kielpin non c’è davvero più spazio. Pochi giorni fa ho fatto visita ad una famiglia e in quel momento, nella loro casa, erano accolte dodici persone".