Dal Consiglio europeo un "decalogo" per affrontare l'emergenza militare, umanitaria ed economica scatenata dall'attacco russo al popolo ucraino. Ieri tre meeting a Bruxelles - Nato, G7 e Ue - con il presidente Usa Biden hanno ribadito il sostegno a Kiev e confermato l'ostilità politica ed energetica verso il Cremlino. La situazione bellica non consente di tirare troppo la corda: la minaccia chimica e nucleare di Putin terrorizza il vecchio continente, che nel frattempo è impegnato a ospitare i profughi e a fare i conti con il possibile taglio delle forniture di gas
Ieri pomeriggio l’incontro a Roma. La ministra ha presentato la Carta nazionale dei giovani, un piano per i Neet in collaborazione con l'Anci e 7 hub sul territorio per far incontrare la domanda e le offerte di lavoro
Mai libro si è rivelato così profetico. Finito di stampare poche settimane fa, pochi giorni prima che Vladimir Putin decidesse di sferrare il brutale attacco a un paese indipendente. Il destino dell’Ucraina. Il futuro dell’Europa (pagine 206, euro 16), scritto da Simone Attilio Bellezza per i tipi di Scholé, espone in una sintesi molto efficace la situazione complessa che ha portato al conflitto.
Nonostante i bombardamenti, le sirene e il coprifuoco, anche in Ucraina, da Kiev a Odessa, “se tutto va bene, se non ci saranno allarmi e se la situazione lo permetterà”, i cattolici vivranno in comunione con Papa Francesco a Roma l’atto di consacrazione al cuore Immacolato di Maria di Ucraina e Russia.
Ci saranno anche le comunità cattoliche di Gaza e di Knayeh, villaggio cristiano della provincia di Idlib, in Siria, dove ancora si combatte una guerra cominciata nel 2011, a pregare in comunione con Papa Francesco che domani pomeriggio nella Basilica di San Pietro consacrerà Russia e Ucraina al cuore immacolato di Maria. A Knayeh, uno dei tre villaggi cristiani della Valle dell’Oronte (gli altri sono Yacoubieh e Gidaideh), nel nord-ovest della Siria, sotto controllo dei jihadisti di Tahrir al-Sham, oppositori al regime del presidente Assad, dice al Sir il parroco, padre Hanna Jallouf, francescano della Custodia di Terra Santa “la nostra piccola comunità si ritroverà dentro la chiesa alle 16 ora italiana per celebrare la Via Crucis e la Messa.
“In questa tragedia della guerra che sta colpendo l’umanità e ci è molto vicina, anche fisicamente, la Chiesa italiana, la comunità cristiana che è in Italia, si è subito data da fare per poter soccorre le popolazioni che stanno scappando dall’Ucraina”.
La pace si costruisce quando la violenza non “profana” il santo nome di Dio, quasi fosse una testimonianza a lui dovuta, ma quando il santo nome di Dio viene onorato con la consapevolezza "che non ha creato gli uomini per essere uccisi o per scontrarsi tra di loro e neppure per essere torturati o umiliati nella loro vita e nella loro esistenza