“La giornata di oggi potrebbe portare a una sospensione del conflitto per l’incontro tra le due delegazioni ucraina e russa. Ci si aspetta un nulla di fatto oggi. Le delegazioni non decideranno nulla, non sono composte da esponenti di spicco. Ma il loro incontro è un fatto importante in sé perché vuol dire che sono cominciati i dialoghi”.
“Condividi i tuoi colori” è lo slogan scelto da Eurordis per la XV edizione della ricorrenza. Anffas in prima linea per accrescere la consapevolezza, con particolare rifermento a disabilità intellettive e del neurosviluppo
Torna #OSPITAZIONE, il progetto già sperimentato in risposta all’emergenza Afghanistan. In sole 48 ore già 3mila le coppie e i single che hanno dato la disponibilità all’accoglienza. Le MammeMatte: “Le famiglie ci sono, non è necessario ricorrere all’istituzionalizzazione dei minori”
L’Unione delle comunità islamiche d’Italia invita ad aprire le porte dei centri “affinché possano essere porti sicuri per chi sta fuggendo dalla guerra. Le nostre preghiere e i nostri valori religiosi di accoglienza verso la vita umana devono trasformarsi in azioni concrete”
L’Organizzazione ricorda che le scuole devono essere spazi sicuri inviolabili e che la protezione per i bambini e gli insegnanti deve essere garantita anche in tempi di conflitto. Dall’inizio del conflitto nel 2014, 750 le scuole chiuse nell’Ucraina Orientale
Amnesty International ha potuto confermare chela mattina del 25 febbraio un razzo contenente bombe a grappolo ha colpito un asilo nella città di Okhtyrka, uccidendo tre persone, tra cui un bambino, e ferendo un altro bambino. “E’ il quarto attacco contro strutture scolastiche ucraine. Nessuna era usata a scopi militari”
Nell’ultimo biennio, rispetto al precedente, sono aumentate le segnalazioni sospette, le interdittive antimafia e i reati informatici, mentre diminuiscono o restano stabili reati come estorsioni e usura. I dati del dossier “La tempesta perfetta 2022. La variante Criminalità” di Libera e Lavialibera. “Dalla politica aspettiamo risposte nette, chiare e veloci”
Donatella Rafanelli, che dal 2019 vive a Kiev nella comunità del Movimento dei Focolari, racconta al Sir il viaggio di 29 ore a bordo di una macchina per fuggire dai bombardamenti su Kiev. Il trolley e i documenti personali. Le file ai bancomat e ai benzinai, il rumore dei colpi di arma da fuoco. “Ci hanno offerto mille posti dove andare. Il fatto che siamo venuti via da Kiev è solo perché in questo momento è pericoloso. Non aveva nessun senso rimanere sotto i bombardamenti. Ora però il nostro sogno è tornare lì”.