Un altro anno di pandemia, un altro anno di presepe che seppur tradizionale nell'ambientazione, richiama l’attualità assecondando la fantasia di un bambino di 9 anni che immagina una Betlemme ai tempi del Covid, ma con il vaccino.
L’autore del presepe è il piccolo Diego Ruzzon. Ad inviarci la foto la mamma Francesca.
La scena della Natività riportata attraverso la sapiente piegatura di semplici forchette. Questa è l'idea del presepista Vito Ometto, un'idea che, in virtù della forza dell'immagine, fa trasparire il mistero della nascita di Gesù nelle linee di un unico materiale.
L'8 gennaio la comunità cattolica iraniana-afgana di Vienna celebrerà l'Epifania. Una festa molto sentita tra questi fedeli, tutti rifugiati convertiti alla fede cristiana dopo aver vissuto l’esperienza di accoglienza gratuita e disinteressata con le comunità cristiane del paese di arrivo, l'Austria e di transito, la Grecia, durante la rotta balcanica. Secondo la tradizione biblica i Re Magi provenivano dall’Oriente
Nella solennità dell'Epifania, il Papa indica i magi come stella polare per comprendere il segreto della vita: "saper desiderare". Cita Van Gogh e Sant'Agostino e spiega che "la crisi della fede ha anche a che fare con la scomparsa del desiderio di Dio". No alla "dittatura dei bisogni" e alla "tristezza di una vita piatta"
La corruzione del nome greco epifania, rivelazione della divinità di Gesù, che si è manifestato anche in altri episodi ma che è divenuta tradizione in rapporto ai magi di cui parla peraltro solo Matteo, ha portato al nome con il quale da noi viene ricordato - soprattutto ai piccoli - il 6 gennaio. Ma ci sono alcuni particolari che ci riportano agli scavi di Ҫatal Hϋyϋk, al culto dei defunti, che è diffuso in maniera non dissimile anche nelle tradizioni regionali italiane. Antichissime cerimonie che si intersecano con riti funebri, cui dobbiamo associare dei riferimenti che vengono da molto più vicino cronologicamente
“Come nessuno può dire: ‘Gesù è Signore’, se non sotto l’azione dello Spirito Santo, così nessun cristiano potrà dare testimonianza piena e genuina di Cristo Signore senza l’ispirazione e l’aiuto dello Spirito”.
“Siamo contentissimi di questa presa di posizione di Papa Francesco, fortissima e molto bella, sull’adozione. Ora speriamo che questo appello venga recepito dalle istituzioni e dalle organizzazioni internazionali come l’Unicef, in modo che rediga un report sullo stato di abbandono dei bambini ospiti negli orfanotrofi. Oggi, infatti, non sappiamo quanti sono i bambini abbandonati nel mondo e questo è uno scandalo”.