«Ancora una volta don Giovanni ci mette tutti insieme. Era uno dei suoi doni». Sintetizza così, Tiziano Vecchiato, presidente della Fondazione Zancan, il senso dell’incontro in programma lunedì 13 dicembre, data di nascita di don Giovanni Nervo (1918-2013).
Alpi sempre più fragili, vulnerabili e instabili a causa della crisi climatica e del riscaldamento globale. Due gli indicatori che testimoniano quanto ormai sta accadendo ad alta quota: l'aumento ad un ritmo sempre più accelerato della fusione dei ghiacciai che stanno perdendo superficie e spessore, frammentandosi e disgregandosi in corpi glaciali più piccoli. E l’aumento di frane, valanghe di roccia e di ghiaccio e colate detritiche da aree deglaciate dovuto principalmente dalla riduzione dell'estensione e della durata del manto nevoso, dalla riduzione dell'area e dello spessore dei ghiacciai e nella degradazione del permafrost. È quanto denunciano Legambiente e il Comitato Glaciologico Italiano (CGI), che alla vigilia della giornata internazionale della Montagna nel report finale di Carovana dei ghiacciai in cui fanno il punto sullo stato di salute sulle montagne italiane, concentrando l’attenzione sulle Alpi.
Nel nuovo programma dell’ong padovana saranno coinvolti 14 ospedali in 8 Paesi. “Il patrimonio più grande su cui dobbiamo puntare è il capitale umano”, dice al Sir il direttore di Medici con l’Africa Cuamm
“1914. Qualcosa di nuovo sul fronte occidentale” è il libro di Antonio Besana, esperto di storia militare, che ripercorre le diverse sospensioni dei combattimenti avvenute soprattutto tra il 24 dicembre e il giorno stesso di Natale. Tregue che ci sono state, anche se, lascia capire questo documentatissimo libro, forse la famosa partita di calcio tra nemici al fronte è una leggenda, che, come tutte le leggende, ha una parte di verità, fatta di frammenti di alcune partitelle, palleggi, ammucchiate (in un caso si parla di 100 “giocatori”), rincorse di palloni il più delle volte fatti di stracci, pezzi di vestiti, o semplici lattine vuote tra soldati nemici o della stessa nazionalità
Il tribunale ha condannato una Ulss veneta che aveva assegnato a un bambino gravemente disabile un Oss, anziché un infermiere, per l'assistenza sanitaria a scuola. La Casa di sabbia onlus fa chiarezza su un tema “vitale”: quando, come e perché l'Oss non può (sempre) sostituire l'infermiere
La città norvegese ha ottenuto il riconoscimento grazie ai suoi “sforzi eccezionali” nel valorizzare il ruolo e il contributo dei volontari e per l’alto tasso di coinvolgimento dei cittadini in attività solidali. Nulla da fare per Asti, ma la città di Trento si prepara per il 2024