Nella sagra di Taggì di Sotto aiuto a chi soffre e rispetto per la natura

A Taggì di Sotto il parroco don Paolo Pegoraro ha fatto proprie le parole che papa Francesco ha rivolto ai circensi, «Voi non immaginate il bene che fate», per ringraziare i tanti volontari che anche quest’anno rendono possibile l’allestimento della sagra parrocchiale, da venerdì 1° a lunedì 11 luglio. Giornate di festa con due tratti distintivi, oltre al gusto di stare insieme: il rispetto per la natura, e l'attenzione alle persone in difficoltà.

2 luglio 1916: fermati gli austriaci. Ma nelle città…

Mentre si annuncia il fallimento o almeno l’arresto della “spedizione punitiva” austriaca, il titolo di apertura è dedicato alla situazione del “fronte interno” in cui le classi abbienti non sembrano disposte ad alcun sacrificio davanti a centinaia di migliaia di soldati mandati a patire e a morire.Acquista la prima pagina del 2 luglio 1916 in formato ad alta risoluzione nel nostro e-shop.

Dal viaggio di Francesco in Armenia semi di pace, dialogo e unità

Un’immagine simbolo: le due colombe bianche lasciate volare dal papa e dal Katolikos della chiesa apostolica armena Karekin II che dal Monastero di Khor Virap sembrano dirigersi verso il monte Ararat, verso la Turchia. Confine caldo ai tempi della guerra fredda, sotto a quel monastero passava la linea che divideva Patto di Varsavia dalla Nato. Non meno caldo oggi, a cento anni dal “Grande male”, cioè il massacro di oltre un milione e mezzo di armeni cento anni fa, ad opera dell’Impero Ottomano.

Papa Francesco in Armenia: “Il genocidio del vostro popolo nel silenzio del mondo”

Le parole forti pronunciate da Papa Francesco, alla fine della prima giornata in Armenia, davanti al capo dello Stato e al corpo diplomatico, su quella che è considerata la madre di tutte le violenze. “Quella tragedia, quel genocidio - ha detto - inaugurò purtroppo il triste elenco delle immani catastrofi del secolo scorso, rese possibili da aberranti motivazioni razziali, ideologiche o religiose, che ottenebrarono la mente dei carnefici fino al punto di prefiggersi l’intento di annientare interi popoli. È tanto triste che - sia in questo come negli altri due - le grandi potenze guardavano da un’altra parte”.

Come procede l’integrazione in Arcella?

Scuole, patronati e associazioni sono i luoghi dove si respira la voglia di creare rete. Negozi etnici si mischiano a quelli italiani, c'è la scuola di italo-cinese, fiore all'occhiello di una comunità non sempre aperta al dialogo e non mancano i residenti che, al sentir pronunciare la parola multiculturalità, si infastidiscono come se tanta enfasi sulla presenza straniera cancellasse ogni altro aspetto del quartiere.