“Siamo un gruppo di 85 persone. Dovevamo partecipare ad un’udienza con il Papa, programmata un anno e mezzo fa, ma Francesco si è ammalato e così siamo venuti a pregare per lui qui al Gemelli”. È Elizaveta a presentare il pellegrinaggio giubilare a Roma organizzato dall’arcidiocesi di Mosca. Con il marito Andrei (25 anni) è tra i giovani partecipanti. Il gruppo è arrivato a Roma il 10 marzo, dopo lunghi viaggi e voli da diverse parti della Russia, tra cui Mosca e San Pietroburgo
Il Parlamento europeo sostiene ad ampia maggioranza il piano “ReArm Europe”; boccia la proposta di ribattezzarlo “Defend Europe”; sostiene che le risposte ai rischi e alle minacce alla sicurezza devono essere “simili a quelle in tempo di guerra”.
Sabato 15 marzo, dalle ore 10.00 alle ore 12.00, presso il Liceo Maria Ausiliatrice di Padova (Riviera San Benedetto, 88) si svolgerà il quarto convegno di economia civile dal titolo “Famiglie e patrimonio: una risposta concreta al consumismo”.
I vescovi del Consiglio episcopale permanente della Cei hanno espresso “dolore per le violenze che insanguinano diversi angoli del Pianeta mettendo a rischio il futuro di tutti”.
Il card. Makrickas guida la preghiera per Papa Francesco a Santa Maria Maggiore: “Maria lo custodisca in questo momento delicato”. Ogni giorno fedeli e pellegrini recitano il Rosario e l’Angelus per la sua salute, rafforzando il legame speciale del Pontefice con la Madre di Dio, nell’attesa che torni a pregare in Basilica
La nuova tappa della visita pastorale del vescovo di Padova vede mons. Claudio Cipolla incontrare le comunità della collaborazione pastorale n. 43, che comprende ben 18 parrocchie di Padova città: Carmine, Cattedrale, Eremitani, Immacolata, Ognissanti, Pace, Sant’Alberto Magno, Sant’Andrea apostolo, San Benedetto, Santa Croce, San Daniele, San Francesco, Santa Giustina, San Nicolò, Santa Sofia, San Tomaso, Servi, Torresino. Un territorio di oltre 30mila abitanti.
L’arcivescovo di Mosca: “Sono rimasto molto amareggiato dalle parole volte al riarmo che ho sentito. Capisco le preoccupazioni che i leader europei possono avere, però mi sembra che non abbiamo imparato nulla dalla storia. E la storia ci indica che deve restare il rispetto della dignità della persona e dei popoli in primo piano. Ora, andare verso un riarmamento – comprendendo tutte le necessità di una difesa – non è la strada da percorrere. La pace in Europa oggi non può purtroppo andare in questa direzione”